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PROFESSIONE

Professionisti, limiti alle spese deducibili

di Paola Mammarella
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Non si possono dedurre in un’unica dichiarazione dei redditi le spese relative a più annualità

Vedi Aggiornamento del 14/01/2013
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14/12/2012 - Le spese sostenute dal professionista per l’esercizio della sua attività possono essere dedotte dal reddito solo se rispecchiano in modo congruo i compensi percepiti. La congruità, secondo la sentenza 22579/2012 della Cassazione, si misura dal punto di vista temporale, ponendo quindi un limite alle deduzioni che i professionisti possono richiedere.

Secondo la Cassazione, il reddito del professionista si ottiene sottraendo dai compensi i costi sostenuti. L’Agenzia delle Entrate, però, può sempre verificare la congruità delle spese. A detta del Fisco, infatti, le spese possano essere dedotte se rispettano il principio della necessaria certezza e inerenza con il reddito percepito in un determinato anno.
 
Nel caso esaminato dalla Cassazione, un professionista aveva presentato ricorso contro la maggiorazione delle imposte attribuitegli dall’Agenzia delle Entrate.
 
Il Fisco aveva escluso dalle spese detraibili i costi per il canone di locazione quinquennale, versato in un’unica soluzione, per l’immobile adibito a studio del professionista.
A detta delle Entrate, la spesa del contribuente per pagare in anticipo il canone di locazione prima della scadenza del contratto, che invece prevedeva il pagamento di un canone trimestrale, non era né inerente, né congrua né attinente all’esercizio della professione.
L’Agenzia delle Entrate aveva inoltre sottolineato la mancanza di una connessione funzionale tra i costi sostenuti e la produzione dei compensi. Il costo risultava infine sproporzionato rispetto all’andamento futuro dell’attività.
 
Per il professionista, invece, alla determinazione del reddito doveva applicarsi il criterio di cassa e si doveva considerare il nesso temporale tra il conseguimento del ricavo e l’imputazione del costo.
 
Sulla base di queste considerazioni, la Cassazione ha respinto il ricorso affermando che il professionista non può imputare alla propria attività dei costi sostenuti in un altro periodo di imposta. Secondo i giudici, il canone quinquennale d'affitto non può quindi essere dedotto in un'unica dichiarazione dei redditi, ma va al contrario spalmato in cinque anni.
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