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LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
RISPARMIO ENERGETICO

Strategia Energetica Nazionale, le proposte delle imprese

di Rossella Calabrese

Sostituire il parco elettrico, intervenire sul terziario, favorire la riqualificazione energetica

Vedi Aggiornamento del 12/03/2013
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07/12/2012 - Si è conclusa il 30 novembre scorso la consultazione pubblica da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sulla Strategia Energetica Nazionale.
 
In queste settimane il documento è stato analizzato nel dettaglio dalle associazioni imprenditoriali dei settori interessati, che hanno elaborato proposte di modifica e nuovi contenuti per ridurre i costi energetici e raggiungere gli obiettivi europei in materia ambientale.
 
Confindustria ANIE lancia una proposta molto chiara: sostituire il parco elettrico esistente, sia in ambito industriale che nell’edilizia, cioè mettere in atto un grande piano di efficientamento energetico per rimettere immediatamente in moto il sistema produttivo del Paese. Secondo ANIE, il manifatturiero italiano “rischia di rimanere soffocato dalla tenaglia del costo del lavoro da un lato e del costo dell'energia dall’altro”. Sostituendo tutto il parco elettrico esistente, sia in ambito industriale che nel building, si creerebbe lavoro per nei settori degli impianti elettrici e di illuminazione, della domotica e degli apparecchi domestici.
 
AiCARR, l’Associazione italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento, Refrigerazione, si concentra sugli edifici terziari. In questi edifici - spiega - caratterizzati da carichi endogeni rilevanti, un eccessivo livello di isolamento porta ad un aumento dei consumi per la climatizzazione estiva, spesso superiore al risparmio energetico ottenuto nel periodo di riscaldamento. È quindi necessario - secondo AiCARR - intervenire sull’involucro per limitare gli apporti solari estivi (schermi esterni, cool-surfaces, green roof, vetri a controllo solare) e utilizzare sistemi di climatizzazione gratuita o ad altissima efficienza.
 
E propone di rendere obbligatorio l’utilizzo di tecnologie ad elevata efficienza energetica, quali pompe di calore o macchine frigorifere ad elevata efficienza nel funzionamento estivo, sistemi di raffreddamento gratuito con raffreddamento evaporativo direttamente sull’aria (free cooling diretto), sistemi di raffreddamento gratuito che sfruttino il terreno o le acque superficiali (free-cooling indiretto), macchine frigorifere in grado di recuperare “freddo” mentre si produce acqua calda sanitaria (macchine frigorifere a recupero totale o parziale), recuperatori di calore dell’aria espulsa coadiuvati da raffreddamento evaporativo.
 
ANIT, Associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico, chiede di favorire la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, puntando sulla riduzione deiconsumi di energia e non solo sulla diversificazione dell’approvvigionamento;di rendere più stringentigli standard per l’edilizia nuova, tenendo però conto delle necessità e criticità delle nostre variegate zone climatiche;di rendere definitive e strutturalile detrazioni fiscalie gli incentivi. Infine, Anit invita a puntare sulla qualità italiana per uscire dalla crisi: su edifici ad elevate prestazioni (energetiche, acustiche,statiche, di sicurezza) e sulla filiera industriale e artigianale italiana.
 
La proposta di Confindustria FINCO, la Federazionedelle industrie dei prodotti, impianti e servizi per le costruzioni, riguarda il “nuovo” bonus del 55% per la riqualificazione energetica, cioè quello che partirà il 1° luglio 2013. Si potrebbe evincere - secondo Finco - che il bonus del 55% premierà di più (o forse solo?) gli interventi di riqualificazione energetica complessiva, suscettibili di un maggiore risparmio energetico. Ricordando i numeri dei primi quattro anni di applicazione el bonus (1.400.000 famiglie coinvolte, 17 miliardi di euro di investimenti, 50.000 nuovi posti di lavoro, oltre 8.500 GWh risparmiati), Finco auspica che il 55% sia prorogato fino al 31 dicembre 2020, premi tanto i singoli interventi quanto quelli complessivi, sia detraibile tra 5 e 10 anni a scelta del contribuente, che sia esteso anche ai beni immobili non strumentali e alle schermature solari.
 
Tra le altre proposte di Finco, ci sono: il Green Public Procurement (GPP) per inserire criteri di qualificazione ambientale negli acquisti di beni e servizi da parte delle Pubbliche Amministrazioni; il teleriscaldamento e il teleraffreddamento efficiente, per raggiungere gli obiettivi europei; l’Ecoprestito, un prestito a tasso 0 o estremamente ridotto per 10 anni, per superare l’ostacolo dell’inadeguata disponibilità finanziaria dei privati che intendono investire in efficientamento energetico.

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