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UFO Story. Dall'architettura Radicale Al Design Globale

di Valentina Ieva

La storia del gruppo d'avanguardia "radicale" esposta fino al 24 febbraio

(c) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
(c) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
(c) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci(c) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
(c) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
(c) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
(c) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
09/01/2013 - Fino al prossimo 24 febbraio il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ospita la mostra “Ufo Story. Dall’architettura Radicale Al Design Globale”, curata da Stefano Pezzato, che racconta la storia del gruppo d’avanguardia “radicale” di origine fiorentina, la cui attività ha spaziato tra architettura, design, comunicazione e arte.

La storia degli UFO si è sviluppata per un arco di tempo durato circa mezzo secolo, precisamente dal 1967 al 2012. Il materiale esposto è in parte conservato presso lo stesso Centro Pecci, che l’ha acquisito in comodato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
 
 Il gruppo degli UFO, nasce a Firenze nel 1967 ed è formato da Carlo Bachi, Lapo Binazzi, Patrizia Cammeo, Riccardo Foresi, Titti Maschietto e inizialmente Sandro Gioli, e, temporaneamente, anche da Massimo Giovannini, Mario Spinella e Claudio Greppi.
 
L’attività del collettivo prende avvio in un quadro socio-culturale animato dalle agitazioni studentesche e dalla volontà di trasgredire e oltrepassare i limiti ricevuti in eredità dal Movimento Moderno. In questo genere di contesto si sviluppa il concetto di non-design, la ricerca dello sconfinamento disciplinare, il ritorno a comportamenti e tecniche rudimentali.

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