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Soa, l’Authority spiega cosa fare in caso di subappalto

Soa, l’Authority spiega cosa fare in caso di subappalto

In base alla categoria per cui ci si qualifica si usano percentuali diverse dei lavori affidati a terzi

Vedi Aggiornamento del 08/10/2015
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 08/10/2015
14/01/2013 - L’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici interviene per chiarire come un’impresa che subappalta una quota di lavori può ottenere la qualificazione Soa.
 
Il comunicato 77/2012 spiega che, in base alla regola generale, la qualificazione può essere ottenuta in considerazione dei lavori effettivamente svolti.
 
Il Dpr 207/2010 - Regolamento attuativo del Codice Appalti prevede però un’eccezione a favore delle imprese che subappaltano alcune lavorazioni e che possono ottenere la qualificazione perché, anche se non svolgono direttamente il lavoro, sono comunque impegnate nelle attività di controllo e vigilanza e rispondono alla Stazione Appaltante della regolarità e del buon esito degli interventi.
 
Il limite entro cui un’impresa può ricorrere al subappalto dei lavori rientranti nelle categorie scorporabili ammonta al 30% del lavoro totale. La soglia sale invece al 40% per le categorie superspecialistiche.
 
Ne consegue che, spiega l’Authority, se l’impresa affida a terzi una quota eccedente il limite del 30%, o 40%, per la qualificazione nella categoria prevalente può utilizzare l’importo complessivo della categoria subappaltata decurtato della quota eccedente il limite del 30% o 40%.
 
Per la qualificazione nella categoria scorporabile, l’impresa può invece utilizzare il 10% dell’importo dei lavori subappaltati, decurtato della quota eccedente il limite del 30% o 40%.
 
I lavori eseguiti direttamente sono invece utilizzabili per intero ai fini della qualificazione.
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