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NORMATIVA

Social housing, chiesti meno vincoli per il Piano Casa

di Paola Mammarella
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La proposta dal Ministero delle Infrastrutture: consentire un maggiore apporto di capitale pubblico per la realizzazione di più alloggi sociali

Vedi Aggiornamento del 21/05/2013
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02/01/2013 – Allentare le regole per il Piano nazionale di edilizia abitativa per permettere la realizzazione e l’acquisizione di un maggior numero di alloggi grazie a un apporto più consistente di capitale pubblico. È la proposta contenuta in una bozza di dpcm, predisposta su iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
 
A venir meno sarebbero i vincoli a carico del Fia, Fondo investimenti per l’abitare che, in base alla normativa attualmente vigente, può partecipare ai fondi immobiliari locali o ad altri veicoli di investimento entro il limite del 40% del loro valore.
 
Se i contenuti dovessero essere confermati, il Fia potrebbe partecipare ai fondi locali con percentuali di investimento maggiori, senza però intaccare il coinvolgimento dei capitali privati, principio che sta alla base della realizzazione del Piano Casa.
 
L’eliminazione del tetto del 40% è stata proposta per adeguarsi alle condizioni economiche del Paese. A causa della crisi, infatti, l’avvio di iniziative per fronteggiare la tensione abitativa è spesso ostacolato dalla difficoltà di reperire la parte restante del capitale necessario all’acquisizione o realizzazione degli alloggi.
 
Ricordiamo che il Piano nazionale di edilizia abitativa, conosciuto anche come Piano Casa, è stato varato dal DL 112/2008, che ha previsto un sistema di fondi immobiliari integrati per l’acquisizione e la realizzazione di immobili da destinare all’edilizia residenziale.
 
In seguito, il Dpcm 16 luglio 2009 ha regolato la costituzione dei fondi immobiliari e previsto che il Ministero delle infrastrutture e trasporti individuasse una Sgr - Società di gestione del risparmio per gestire uno o più fondi nazionali cui affidare al massimo 150 milioni di euro.
 
A vincere la gara indetta dal Mit per la gestione del Fia, Fondo investimenti per l’abitare, a cui sono stati assegnati 140 milioni di euro, è stata la Cassa Depositi e Prestiti.
 
Il Dpcm 16 luglio 2009 ha individuato anche le linee guida cui dovevano conformarsi i regolamenti per la gestione dei fondi immobiliari. In particolare, per il Fia è stato deciso che il 90% del patrimonio del fondo dovesse essere destinato alle iniziative per incrementare il numero di alloggi in social housing attraverso la partecipazione in fondi immobiliari locali o altri veicoli di investimento. Come limite per la partecipazione è stato fissato il limite del 40% del valore del fondo partecipato. Un tetto che potrebbe essere rimosso a breve.
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