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Equo compenso e gare di progettazione agili, le proposte dei professionisti
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Compensi dei professionisti troppo alti con il Dm parametri

di Paola Mammarella

Il Consiglio Superiore LLPP boccia il nuovo regolamento: i compensi a base di gara superano le tariffe abrogate dal Dl Liberalizzazioni

Vedi Aggiornamento del 21/02/2014
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29/01/2013 – La bozza di decreto parametri, che definisce i compensi dei professionisti da porre a base di gara nell’affidamento dei servizi di progettazione, potrebbe portare a onorari più alti di quelli determinati dalle vecchie tariffe professionali.
 
Con questa motivazione, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha bocciato lo schema di regolamento predisposto dal Ministero della Giustizia a dicembre per proseguire nell’iter di riforma delle professioni iniziato con l’abolizione delle tariffe.
 
Come osservato dal Cslp, la bozza di regolamento è stata adottata ai sensi del DL Sviluppo 83/2012 che ha modificato il DL Liberalizzazioni 1/2012, stabilendo che i nuovi parametri non possono condurre ad un importo a base di gara maggiore di quello derivante dall’applicazione delle tariffe abrogate.
 
A differenza del DM 140/2012 per la liquidazione giudiziale dei compensi, si legge nella relazione del Ministero della Giustizia, nello schema per individuare i corrispettivi da porre a base di gara esiste quindi un limite di costo giustificato da esigenze di bilancio, che invece non hanno nessun peso nelle trattative tra privati. 
 
Secondo la relazione del Ministero della Giustizia, le simulazioni effettuate sull’utilizzo dei parametri nelle varie tipologie di lavori pubblici e nelle diverse fasi della prestazione (preliminare, esecutiva, coordinamento della sicurezza e direzione esecutiva) consentono di verificare il rispetto del limite di costo. In questo modo, il responsabile del procedimento è liberato dall’onere dei controlli in questo ambito, che provocherebbero un aggravio in termini di costi e di appesantimento burocratico.
 
Di parere diverso il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, secondo il quale i quadri di sintesi e le verifiche elaborate dal ministero della Giustizia non sono esaustive di tutte le casistiche che potrebbero verificarsi nell’applicazione pratica. Al esempio, sostiene il Cslp, non sono effettuate simulazioni per i lavori di importo inferiore a 250 mila euro né per quelli di importo superiore ai 10 milioni.
 
In alcuni casi, invece, il Cslp rileva che i parametri determinano corrispettivi maggiori delle vecchie tariffe. Si tratta dello studio di prefattibilità ambientale, dello studio di impatto ambientale e della relazione di indagine geotecnica, che non rispettano il limite di costo imposto dal DL Sviluppo.
 
Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha quindi proposto una riformulazione del regolamento, prevedendo ad esempio che il responsabile del procedimento abbia l’obbligo di accertare che non siano superati gli importi delle vecchie tariffe.

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