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URBANISTICA

Marche, in arrivo la nuova legge per il governo del territorio

di Rossella Calabrese

Il testo punta a disciplinare le recenti trasformazioni del territorio marchigiano

Vedi Aggiornamento del 08/10/2013
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16/01/2013 - È iniziato lunedì scorso l’esame, da parte della Giunta regionale marchigiana, della nuova proposta di legge per il governo del territorio, messa a punto dall’assessore all’Urbanistica Luigi Viventi.
 
La legge, presentata ieri alla stampa dallo stesso assessore Viventi, punta a a superare l’ormai datata legge regionale che risale a più di vent’anni fa (Lr 34/1992). “Abbiamo dunque mantenuto - ha detto Viventi - la promessa di dare un avvio concreto all’iter per l’elaborazione del nuovo testo entro l’inizio di quest’anno”.
 
“Il testo - spiega un comunicato della Regione Marche - affronta un insieme di temi complessi, nell’ottica della semplificazione, abrogando tre leggi regionali oggi vigenti e le relative leggi di modifica. Oltre ad allineare la Regione Marche allo stato della legislazione ormai condiviso da quasi tutte le Regioni italiane, intende rispondere ad alcune specifiche esigenze del territorio marchigiano, che negli ultimi anni ha subito trasformazioni notevoli caratterizzate da fenomeni come dispersione urbana, integrazione degli insediamenti e formazione di veri e propri sistemi urbani”.
 
La nota aggiunge che il disposto normativo si basa su alcuni elementi fondamentali: il ruolo di regia della Regione nell’elaborazione delle strategie generali per il governo del territorio, la suddivisione di quest’ultimo in zone di area vasta, lo snellimento delle procedure di pianificazione urbanistica a livello comunale.
 
Il testo ribadisce, inoltre, i concetti fondamentali già affermati con la Lr 22/2011 in materia di riqualificazione urbana sostenibile: costruire sul costruito, perequazione e compensazione. Si riafferma inoltre lo strumento operativo del Programma Operativo per la Riqualificazione Urbana (PORU), attraverso cui il Comune definisce un coerente disegno urbano finalizzato a migliorare la qualità della città e del paesaggio, limitando l’ulteriore urbanizzazione del territorio, nonché a incrementare le prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche degli insediamenti (leggi tutto).
 
La legge mira a superare il vecchio PRG e introduce il Piano Strutturale Intercomunale (PISI), un’innovazione - si legge nel comunicato - che potrà diventare un riferimento anche a livello nazionale. Il piano intercomunale, da costruire e approvare in un’ottica di co-pianificazione, ovvero condivisione e perequazione tra gli enti locali, sarà elaborato da tutti gli enti concorrenti nella responsabilità territoriale. Sarà un vero e proprio masterplan - aggiunge il comunicato - che descrive e fissa la struttura portante del territorio di interesse, rifiutando esplicitamente ogni definizione di dettaglio edilizio e fissando le regole del governo del territorio per tutti i Comuni compresi nell’ambito di pianificazione.
 
Lo strumento di governo di tutte le trasformazioni che non coinvolgono la scala territoriale più ampia, che potrà essere implementato dai piani attuativi o dagli interventi edilizi diretti, sarà il Piano Operativo Comunale (POC), approvato dal solo Comune, da realizzare di norma nei cinque anni di durata di un mandato amministrativo comunale.
 
La Giunta ha valutato positivamente la proposta di legge e ha dato mandato alla struttura regionale di avviare una consultazione dei soggetti interessati alla tematica, per recepire utili indicazioni prima dell’avvio della discussione consiliare.

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