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URBANISTICA

Veneto, più semplice ampliare i capannoni industriali

di Rossella Calabrese
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Snellito l’iter per gli interventi in deroga allo strumento urbanistico o che richiedono una variante

Vedi Aggiornamento del 03/04/2013
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09/01/2013 - La Regione Veneto semplifica le procedure urbanistiche per l’ampliamento dei capannoni industriali.
 
Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Legge regionale 55/2012, cambiano infatti le norme relative allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), in particolare per gli interventi sui fabbricati adibiti ad attività produttive, previo parere dei rispettivi consigli comunali.
 
La nuova legge individua tre fattispecie di ‘interventi di edilizia produttiva’:
 
1. interventi che non configurano variante allo strumento urbanistico generale e che, sotto il profilo edilizio, comportano il rilascio del semplice titolo autorizzativo. Si tratta di lavori indispensabili per adeguare le attività alle norme regionali, statali o comunitarie - fino ad un massimo del 50% della superficie esistente e comunque non oltre 100 mq. di superficie coperta - e di modifiche di progetti già approvati, ferme restando le quantità volumetriche e/o di superficie coperta approvate;
 
2. ampliamenti di attività produttive in zona impropria, o comunque in difformità dallo strumento urbanistico, purchè entro l’80% del volume o della superficie esistente e in misura non superiore a 1.500 mq. Se l’ampliamento è realizzato mediante il mutamento di destinazione d’uso di fabbricati esistenti, gli stessi devono essere situati all’interno del medesimo lotto sul quale insiste l’attività da ampliare o, comunque, costituire con questa un unico aggregato produttivo. Questi interventi sono ammessi “in deroga allo strumento urbanistico” ma necessitano di una deliberazione del Comune che ne valuta l’impatto sul territorio e sul proprio strumento urbanistico;
 
3. interventi che comportano modifiche allo strumento urbanistico generale, per i quali è prevista una procedura semplificata per l’approvazione della variante che prevede la convocazione della conferenza di servizi che, se necessario, valuta la sostenibilità ambientale degli interventi. I documenti di progetto sono depositati presso la segreteria del Comune per 10 giorni; nei successivi 20 giorni chiunque può presentare osservazioni, dopodichè il consiglio comunale delibera sulla variante e il responsabile SUAP conclude il procedimento. La variante decade se i lavori non vengono iniziati entro 16 mesi dalla sua pubblicazione, salvo eventuale proroga motivata.
 
Per gli interventi di edilizia produttiva in deroga o in variante allo strumento urbanistico generaleè prevista una convenzione con il Comune che deve definire le modalità ed i criteri di intervento “ai fini di un idoneo inserimento dell’intervento nel contesto territoriale”.
 
Per gli interventi in deroga, la convenzione deve anche prevedere il divieto per due anni, dal rilascio del certificato di agibilità, di cambio di destinazione d’uso e di frazionamento dei capannoni. Le linee guida per la redazione della convenzione saranno adottate dalla Giunta regionale entro 60 giorni dall'entrata in vigore della LR 55/2012.
 
“Questo provvedimento - ha spiegato il presidente della Commissione Urbanistica, Andrea Bassi - detta regole semplificate dal punto di vista urbanistico per la realizzazione dello Sportello Unico per le Attività Produttive, eliminando di fatto inutili pratiche burocratiche e rendendo quindi più immediata l’eventuale realizzazione di ampliamenti della propria impresa da parte del singolo imprenditore. In sostanza - ha concluso Bassi - questa normativa fornisce uno strumento a disposizione di chi ha il coraggio di investire nella propria azienda. Non dimentichiamo, infatti, che quello che scoraggia i nostri imprenditori non è la mancanza di contributi ma l’impossibilità, dovuta all’asfissiante burocrazia italiana, di poter sviluppare la propria attività in tempi ragionevoli”.
 
La stessa LR 55/2012 contiene, inoltre, norme in materia di proroga di varianti urbanistiche e di accesso alle abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica.
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