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AMBIENTE

Autorizzazione unica ambientale per Pmi, ok alle semplificazioni

di Paola Mammarella

Via libera dalla Commissione Ambiente della Camera, chiesta riduzione della durata a meno di 15 anni

Vedi Aggiornamento del 03/07/2014
13/02/2013 – Più vicino l’alleggerimento burocratico a vantaggio delle piccole e medie imprese. La bozza di regolamento sull’Aua, Autorizzazione unica ambientale, ha ottenuto il via libera della Commissione Ambiente della Camera, che ha posto però una serie di osservazioni.
 
Aua, come funzionano gli adempimenti semplificati
Lo schema di regolamento attua le misure della Legge Semplificazioni 35/2012 e prevede che le Pmi e gli impianti che non hanno dimensioni tali da richiedere l’Aia, Autorizzazione integrata ambientale, ottengano una sola autorizzazione anziché sette.
 
L’Aua sostituisce infatti l’autorizzazione sugli scarichi, la comunicazione per l’utilizzo delle acque reflue, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico, l’autorizzazione all’uso dei fanghi di depurazione e la comunicazione sullo smaltimento e il recupero dei rifiuti. Le Regioni possono inoltre estendere il numero di atti ricompresi nell’Aua.
 
Per richiedere l’Aua è sufficiente presentare una domanda allo Sportello Unico per le attività produttive, che in seguito la inoltra alle autorità competenti.
 
L’Autorizzazione deve essere rilasciata entro 90 giorni, ma sono possibili deroghe nel caso in cui sia necessaria la convocazione della Conferenza di Servizi. Per il mancato rispetto dei termini è previsto il ricorso ai poteri sostitutivi.
 
Una volta ottenuta, l’autorizzazione unica ambientale dura 15 anni.
 
Le richieste della Commissione Ambiente
Una delle osservazioni poste dalla Commissione Ambiente durante la formulazione del parere riguarda proprio la durata dell’autorizzazione fissata a 15 anni, periodo considerato troppo lungo alla luce del veloce sviluppo delle nuove tecnologie.
 
Allo stesso tempo è stato però sottolineato che una riduzione eccessiva dei termini potrebbe tradursi in un disincentivo ad effettuare nuovi investimenti. Il cambiamento delle tecnologie utilizzate renderebbe necessaria la richiesta di una nuova autorizzazione, ma se la sua durata fosse considerata troppo breve dall’imprenditore, questi non avrebbe l’interesse ad affrontare le spese per la modernizzazione degli impianti.
 
Ad ogni modo, come si legge nella relazione illustrativa del provvedimento, la semplificazione comporterà un risparmio per le piccole e medie imprese stimato in oltre un miliardo e trecento milioni di euro.
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