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Brescia: il social housing di 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo
ARCHITETTURA

Brescia: il social housing di 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo

di Cecilia Di Marzo

Rapporto con il contesto e il paesaggio in un percorso visivo

Vedi Aggiornamento del 21/05/2013
28/02/2013 - È stato da poco completato il primo edificio del progetto integrato di Social Housing nel quartiere S.Polo Torre “Tintoretto” di Brescia, firmato dallo studio genovese 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo e realizzato dall'impresa PHP Rubner Objektbau GmbH - S.r.l.

L'idea del progetto nasce dall'esplicita volontà di creare un rapporto con il contesto e il paesaggio circostante. “In un susseguirsi di differenti livelli che costituiscono le relazioni con il paesaggio, le sistemazioni esterne, la loro suddivisione e successione, è volta alla costruzione di un disegno che si vuole inserire nel paesaggio e con esso vuole dialogare ora in maniera unitaria agli occhi dell'osservatore, ora secondo sequenze percettive volte a rendere sempre differenti le visioni tra il luogo e il suo stesso paesaggio” affermano i progettisti.

"Si è pertanto posta molta attenzione all'utilizzo di trasparenze e successioni di pieni e vuoti, dispositivi capaci di far percepire in modo naturale la gerarchia degli spazi che da pubblici volgono a privati. Il progetto si legge sfogliando le viste in successione, volgendo negli ambienti, passando dalla strada, alla zona parcheggi, allo zoccolo delle cantine, alla pavimentazione trattata in modo specializzato, ai giardini privati, al parco”.

Con una ripartizione classica (basamento, elevazione, coronamento) l'intervento prende carattere e specificità e sviluppa all'interno di un disegno unitario i tre elementi che strutturano il progetto nel suo complesso: il basamento-cantine, l'elevazione-palazzine, il coronamento-profilo copertura.

Il rapporto con la strada è creato tramite cinque aperture: due ad uso misto; sia carrabile che pedonale e tre dedicate solamente ai pedoni posizionate una in modo centrale rispetto alla linea di confine e due laterali.

Il tema progettuale del contatto con la natura ed il contesto circostante al lotto preso in esame è riportato anche nello studio dei prospetti: ogni elemento che compone il sistema è pensato secondo materiali e colori autoctoni, del paesaggio circostante. L'intonaco delle facciate color vinaccia, sfumatura della terra, viene accostato ad elementi lamellari in legno che compongono un gioco di movimenti volto alla creazione di un disegno su tutti i lati degli edifici.

Il legno applicato alla facciata attraverso i chiaroscuri che proietta sull'edificio da intensità ad un volume che risulterebbe altrimenti piatto.
Il finale dei quattro volumi è stato modificato riprendendo lo sfondo segnato dal Monte Maddalena alle spalle dell'edificato, è così che le inclinazioni dei tetti guardando i prospetti in successione, segnano tra loro un movimento spezzato, una linea di altezze differenti, il nuovo rapporto edificio/sfondo.
L’utilizzo del legno, come dispositivo energetico e di comfort, rende sempre differente ogni appartamento e il suo relazionarsi verso l'esterno. Caratterizza i quattro edifici in maniera sempre differente eliminando così l'indifferenza della ripetitività. Ogni abitante si identificherà con il suo appartamento, con il suo nuovo luogo d'abitare”.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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enrico

Trovo perfettamente dimensionate le residenze e la distribuzione degli interni, molto valida la combinazione dei due blocchi interconnessi, ma più prudente sarei sull'estetica dell'oggetto architettonico.

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Joe Moeca

Ma le facciate sono finite così?!


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