Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Al capolinea il Ponte sullo Stretto di Messina

di Paola Mammarella

Dal Consiglio dei Ministri no alla proroga del termine per la firma di un nuovo accordo tra concessionaria e contraente generale

Vedi Aggiornamento del 01/10/2018
27/02/2013 – Si spengono le luci per il ponte sullo Stretto di Messina. Venerdì primo marzo decadono i contratti stipulati per la realizzazione dell’opera tra la concessionaria pubblica società Stretto di Messina SpA e il contraente generale Eurolink.
 
Il Consiglio dei Ministri di ieri ha bocciato la proroga dei termini per la sottoscrizione del contratto aggiuntivo tra le due società che, come previsto dal Decreto Sviluppo bis, avrebbe garantito alla grande infrastruttura un ulteriore margine di tempo.
 
Come emerge da fonti di agenzia, siglando il contratto aggiuntivo il contraente generale si sarebbe dovuto impegnare a rinunciare alle penali previste dagli accordi. Una condizione che ha spinto il contraente generale a recedere dal contratto.
 
Le condizioni della Legge Sviluppo bis
In base alla Legge  Sviluppo-bis 221/2012, data la particolare congiuntura economica, la concessionaria pubblica e il general contractor dovevano sottoscrivere entro il primo marzo un atto aggiuntivo in grado di garantire la sostenibilità del piano economico finanziario dell’opera.
 
Secondo la legge Sviluppo-bis, inoltre, la società Stretto di Messina SpA entro 60 giorni dalla sottoscrizione del contratto aggiuntivo doveva presentare il piano economico finanziario al Cipe e, una volta ottenuto l’ok sul progetto definitivo, individuare il soggetto finanziatore entro 540 giorni.
 
Ai sensi della legge Sviluppo-bis, superato il limite temporale del primo marzo per la stipula del contratto aggiuntivo, perdono efficacia tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, le convenzioni e gli altri contratti stipulati dalla società Stretto di Messina SpA, che viene quindi posta in liquidazione.
 
La posizione di Consiglio dei Ministri e associazioni ambientaliste
La proposta di prorogare il termine del primo marzo, bocciata dal Consiglio dei Ministri, ha incontrato anche l’opposizione delle associazioni ambientaliste.
 
Da una parte, nella relazione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, svolta durante il Consiglio dei Ministri di ieri, è stato illustrato lo stato della trattativa tra la società Stretto di Messina SpA e il Contraente generale. A causa del recesso di quest'ultimo dal contratto, il CdM ha decretato l’assenza delle condizioni necessarie per l’emanazione di un decreto legge di proroga.
 
D’altro canto, nei giorni scorsi le associazioni ambientaliste Fai, Italia Nostra, Legambiente, Man e Wwf hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio uscente Mario Monti sottolineando l’assenza di fattibilità tecnica ed economico finanziaria del ponte sullo Stretto.
 
Il no delle associazioni si è basato su cinque motivi, come il “costo ingiustificato di 8,5 miliardi di euro, più del doppio di quello con cui il General Contractor Eurolink, capeggiato da Impregilo, ha vinto la gara” e il mancato rientro della spesa con il traffico stimato.
Per gli ambientalisti, inoltre, “si tratterebbe di costruire, in una delle aree a più alto elevato rischio sismico del Mediterraneo, un ponte sospeso, ad unica campata di 3,3 km di lunghezza, sorretto da torri di circa 400 metri di altezza, a doppio impalcato stradale e ferroviario (quando allo stato attuale delle conoscenze tecniche il ponte più lungo esistente al mondo con analoghe caratteristiche è quello del Minami Bisan-Seto in Giappone, di 1118 metri di lunghezza)”. Ma non solo, perché le associazioni hanno denunciato l’impatto “su un’area ampiamente vincolata per gli straordinari valori paesaggistici e severamente tutelata dall’Unione Europea” e le “gravi carenze tecniche rilevate già dalla Commissione VIA con 223 richieste di integrazione”.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Giuseppe

50 di tira e molla, soldi e soldi su autorizzazioni, progetti e ...... Per poi non far nulla. Le lobby dei traghetti sono infinite. In quanto all'impatto ambientale non mi si venga a dire che il porto con tutti i piazzali, banchine non è peggio di due torri. Siamo in Italia, tra il fare c'è il mare.

thumb profile
Daniele Forte

@Brutti Complimenti per la capacità logica: visto che abbiamo sperperato dei soldi, spendiamone dieci volte di più, per un'opera insensata, per dare significato allo spreco iniziale!. Dovremmo invece pretendere che chi propone opere inutili e sostenute da dati pretestuosi se non palesemente falsi si assuma le responsabilità civili e penali. Per fortuna sta arrivando in Parlamento, a firma di SEL e M5*, proprio una proposta di legge in questa direzione.


x Sondaggi Edilportale
Bonus per la casa, come migliorarli? Leggi i risultati