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MERCATI

Berlusconi all'Ance: invenduto esente da Imu e new town

di Paola Mammarella

Stabilizzazione del 55% e 36% per ricostruzioni con volume e sagoma diversi, dagli edili richieste per la ripresa

Vedi Aggiornamento del 07/05/2013
07/02/2013 - Abolizione dell’Imu sugli immobili delle imprese rimasti invenduti e realizzazione di new town in ogni capoluogo per risolvere il disagio abitativo causato dalla carenza di alloggi. Sono le iniziative che Silvio Berlusconi avrebbe intenzione di portare avanti in caso di vittoria, comunicate ieri durante un incontro con il presidente dell’Ance - Associazione nazionale costruttori edili - Paolo Buzzetti.
 
L’associazione degli edili e l’ex Presidente del Consiglio, candidato alla prossima tornata elettorale, si sono confrontati su una serie di obiettivi per il rilancio del settore costruzioni.
 
Durante l’incontro, Paolo Buzzetti ha illustrato quattro punti fondamentali da cui partire per il rilancio. Risolvere il problema dei ritardati pagamenti, con il saldo dei debiti pregressi delle Pubbliche Amministrazioni, garantire l’accesso alla casa con un piano pluriennale di edilizia sociale sostenibile, investire sulla sicurezza del territorio e riqualificare le città sono infatti le azioni che, a detta degli edili, il nuovo Governo dovrebbe subito mettere in pratica.
 
Nei giorni scorsi, infatti, l’Ance ha diffuso un documento con una serie di proposte al futuro Governo per la ripresa economica.
 
Secondo l'associazione degli edili, la riqualificazione urbana è fondamentale per la ripresa. Per questo obiettivo si dovrebbe istituire un Ministro per la città, in grado di facilitare le politiche urbane, e definire una legge quadro per il governo del territorio.

Allo stesso tempo, sostiene l'Ance, sarebbe utile prevedere incentivi fiscali per la rottamazione dei vecchi fabbricati, stabilizzare la detrazione del 55% ed estendere il bonus del 36% per le ristrutturazioni anche alle demolizioni e ricostruzioni convariazione della sagoma e della volumetria, che oggi sono esclusi perché considerati nuove costruzioni. Le iniziative dovrebbero viaggiare in parallelo con canali di finanziamento per la realizzazione di un piano di edilizia sociale destinato alle fasce di reddito che non riescono ad accedere al libero mercato.

Da rivedere, sostiene l’Ance, anche il patto di stabilità interno in modo che le regole di bilancio non incidano negativamente sulla possibilità di effettuare investimenti o di intraprendere interventi per il risanamento idrogeologico e la messa in sicurezza antisismica.

Per quanto riguarda i tempi di pagamento, a detta di Ance sarebbe fondamentale definire un piano di smaltimento dei debiti pregressi. Una soluzione potrebbe inoltre essere rappresentata dalla permuta degli immobili. Ciò significa che per effettuare il pagamento del corrispettivo, l’Amministrazione potrebbe trasferire la proprietà dell’opera prima del suo collaudo.

Un altro passo, più volte sollecitato dall’associazione dei costruttori, sarebbe il ridimensionamento dell’Imu, non solo con l’eliminazione dell’imposta dal “magazzino” delle imprese di costruzione, ma anche con la revisione delle rendite catastali e la destinazione di parte di proventi alla realizzazione di alloggi da destinare alle fasce deboli.

Il piano d’azione degli edili coinvolge anche il settore degli appalti, con misure in grado di aumentare la concorrenza come l’attuazione della norma sulla divisione in lotti e la limitazione dei lavori in house.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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ivan

durante un convegno del 2008 chiesi all'ing. Buzzetti se non fosse il caso di chiedere alla politica di far qualcosa per riqualificare energeticamente gli edifici pubblici. mi fu risposto che l'ANCE non credeva a quesa cosa e che la soluzione da perseguire era quella delle grande opere. NO COMMENT

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TONIO

SEI UN GRANDE SILVIO BEN TORNATO, AVANTI TUTTA POPOLO DELLA LIBERTA' STIAMO CON VOI ...VINCEREMO


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