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NORMATIVA

Antimafia, in vigore da oggi le nuove regole

di Paola Mammarella

Documentazione rilasciata dalle Prefetture entro 45 giorni, ammesse deroghe di 30 giorni nel caso in cui siano necessari accertamenti

Vedi Aggiornamento del 12/01/2015
13/02/2013 – Sono in vigore da oggi le nuove regole sulla documentazione antimafia che le imprese devono ottenere per la partecipazione alle gare d'appalto. Con una circolare emanata venerdì scorso, il Ministero dell’Interno ha spiegato l’applicazione del D.lgs 218/2012, che ha integrato il Codice Antimafia - D.lgs 159/2011.
 
Le nuove regole vengono slegate dall’attivazione della banca dati nazionale della documentazione antimafia. Fino al momento in cui la banca dati diventerà operativa, la documentazione sarà rilasciata integralmente dalle Prefetture attraverso il Ced Interforze.
 
Per quanto riguarda la tempistica, se le Prefetture non riscontrano nessun elemento indiziario che possa far sospettare un’infiltrazione criminale, i documenti sono rilasciati entro 45 giorni.
 
Al contrario, in presenza di dubbi si apre una fase di accertamento che può durare al massimo 30 giorni.
 
Con le nuove regole, la violazione degli obblighi sulla tracciabilità dei flussi finanziari imposti dalla Legge 136/2010 diventa elemento indiziario di possibili irregolarità. Dal momento che le sanzioni sono applicate dal Prefetto della provincia in cui si trova la Stazione appaltante o l’amministrazione concedente, viene considerato utile designare un funzionario referente per ogni Prefettura.
 
Aumentano inoltre gli operatori economici sottoposti ai controlli antimafia, che si estendono ai Geie, Gruppi europei di interesse economico, ai membri dei collegi sindacali e di associazioni e società anche senza personalità giuridica, ai legali rappresentanti e componenti degli organi di amministrazione delle società di capitali e alle società costituite all’estero.
 
L’applicazione delle nuove regole dipende dal periodo in cui si conclude la fase istruttoria per il rilascio della documentazione antimafia. Se le verifiche terminano prima del 13 febbraio valgono le vecchie norme e non sono necessari documenti integrativi. Nel caso in cui l’istruttoria si svolga a cavallo di questa data, gli atti compiuti restano validi, ma la Prefettura li integra in base ai nuovi adempimenti richiesti. 
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