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NORMATIVA

Contratti di appalto elettronici, chiarimenti dall’Authority

di Paola Mammarella
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Da gennaio obbligatori l’atto notarile informatico e la firma digitale, escluse le scritture private delle PA

Vedi Aggiornamento del 24/01/2014
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21/02/2013 – L’obbligo della stipula dei contratti in forma digitale si applica agli appalti pubblici, ma non alle scritture private delle Pubbliche Amministrazioni. Lo ha chiarito l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici con la determinazione 1/2013, emanata lo scorso 13 febbraio.
 
L’Authority ha fatto chiarezza sull’obbligo introdotto dal DL Sviluppo bis 179/2012, che ha modificato il Codice Appalti prevedendo che dal primo gennaio 2013 i contratti siano stipulati con atto pubblico notarile informatico o con modalità elettronica.
 
Per modalità elettronica, si legge nel testo della determinazione, si intende un documento informatico sottoscritto, a pena di nullità, con firma elettronica qualificata o con firma digitale.
 
La ratio della norma, che come spiega l’Authority è estendere al settore dei contratti pubblici l’utilizzo delle modalità elettroniche, si scontra però con una serie di dubbi sull’ambito di applicazione e le diverse opzioni a disposizione dalle stazioni appaltanti.
 
Come già precisato nel 2010, tutti i contratti stipulati dalla pubblica amministrazione richiedono la forma scritta, anche quando la PA agisce secondo le norme del diritto privato.
 
Le modalità elettroniche valgono però solo per gli atti pubblici. Per quelli privati resta invece valida la forma cartacea.
 
Dopo l’aggiudicazione di un appalto, il contratto può essere quindi stipulato con la forma dell’atto pubblico notarile informatico, con modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante o, laddove consentito, con scrittura privata. Nell’ultimo caso, le parti possono sottoscrivere il contratto con firma digitale.
 
Il DL Sviluppo bis ha inoltre previsto che gli accordi tra pubbliche amministrazioni dal primo gennaio 2013 siano sottoscritti con firma elettronica avanzata o con altra firma elettronica qualificata.
Secondo quanto affermato dall’Autorità di Vigilanza è ammesso il ricorso all’acquisizione digitale della sottoscrizione autografa, ferma restando l’attestazione, da parte dell’Ufficiale rogante, dotato di firma digitale, che la firma dell’operatore è stata apposta in sua presenza.
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