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NORMATIVA

Social housing, abolito il tetto del 40 per cento di capitale pubblico

di Paola Mammarella
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Ferma restando la priorità di reperire risorse private, viene meno il limite entro cui il Fia poteva partecipare ai fondi di investimento locali

Vedi Aggiornamento del 25/09/2013
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21/02/2013 – Si fanno più elastiche le regole per il finanziamento dei progetti rientranti nel Piano nazionale di edilizia abitativa.
 
Gli interventi di realizzazione, acquisizione e recupero di alloggi, utili a ridurre la tensione abitativa, potranno essere effettuati con un maggiore apporto di capitale pubblico rispetto ai limiti inizialmente stabiliti.
 
I nuovi meccanismi di finanziamento
Con il Dpcm 10 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di martedì scorso, si sbloccano i vincoli gravanti sul Fia, Fondo investimenti per l’abitare, che in base al Dpcm 16 luglio 2009 poteva partecipare ai fondi immobiliari locali o ad altri veicoli di investimento entro il limite massimo del 40% del loro valore.
 
Secondo il nuovo decreto, la necessità di salvaguardare la partecipazione di capitali privati negli investimenti locali, che rappresenta un punto cardine del Piano nazionale di edilizia abitativa, si concilia con la particolare situazione economica in atto.
 
A causa della crisi, infatti, una volta individuato l’intervento da realizzare e determinato il suo costo, che viene in parte coperto dal capitale pubblico, è difficile reperire la parte restante di risorse private necessarie. In base alle valutazioni fatte volta per volta dai sottoscrittori dei fondi immobiliari si può quindi decidere in che misura superare il limite del 40%.
 
Come si è evoluto il Piano nazionale di edilizia abitativa
Il Piano nazionale di edilizia abitativa, conosciuto anche come Piano Casa, ha fatto la sua comparsa con in DL 112/2008 che ha previsto un sistema di fondi immobiliari integrati per l’acquisizione e la realizzazione di immobili da destinare all’edilizia residenziale.
 
Un anno dopo, il Dpcm 16 luglio 2009 ha regolato la costituzione dei fondi immobiliari e previsto che il Ministero delle infrastrutture e trasporti individuasse una Sgr, Società di gestione del risparmio,  per gestire uno o più fondi nazionali cui affidare al massimo 150 milioni di euro.

La gara indetta dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la gestione Fia, Fondo investimenti per l’abitare, a cui sono stati assegnati 140 milioni di euro, è stata vinta dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Il Dpcm prevedeva che il 90% del patrimonio del fondo dovesse essere destinato alle iniziative per incrementare il numero di alloggi in social housing attraverso la partecipazione in fondi immobiliari locali o altri veicoli di investimento entro il limite del 40% del loro valore.
 
L’anno scorso, però, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti analizzando l’impatto negativo della crisi sull’attuazione del social housing ha proposto di eliminare il tetto del 40%. L’allentamento dei vincoli, approvato a luglio ed esaminato dalla Corte dei Conti a fine dicembre, diventerà pienamente operativo il 6 marzo, contestualmente all’entrata in vigore del decreto.
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