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PROFESSIONE

Dal Professional Day 12 proposte per la crescita e l’occupazione

di Rossella Calabrese

Le idee dei professionisti: contratti start-up, open data, anagrafe immobiliare basata sul fascicolo del fabbricato, riuso del costruito

Vedi Aggiornamento del 03/03/2014
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20/02/2013 - Centinaia di professionisti riuniti nell’Auditorium della Conciliazione di Roma, moltissimi altri collegati in diretta satellitare e streaming da 102 città, e tra gli ospiti politici membri del Governo in carica e candidati alle elezioni.
 
Si è svolta ieri la seconda edizione del Professional Day, l’assemblea virtuale organizzata dal  Coordinamento Unitario Professioni (CUP), Associazione delle Casse Professionali (AdEPP) e Professionisti dell’Area Tecnica (PAT) per aprire un dialogo pubblico sulle prospettive di crescita del Paese e sul ruolo dei 2 milioni e 300mila iscritti agli Ordini e ai Collegi professionali e 4 milioni di persone dell'indotto.
 
Quattro sono stati i temi di discussione delle tavole rotonde: Lavoro e Welfare, Giustizia Legalità Economia, Ambiente e Sicurezza, Salute.
 
In materia di Ambiente e Sicurezza, i professionisti dell’area tecnica hanno lanciato 12 proposte per ripensare e rigenerare lo sviluppo e l’occupazione del nostro Paese e per contribuire alla crescita e all’innovazione. 

Le ha illustrate Armando Zambrano, Presidente del PAT. Al primo posto c’è la sussidiarietà: la pubblica amministrazione non riesce più a svolgere tutte le competenze. Sarebbe necessario il coinvolgimento degli Ordini e dei collegi professionali in modo da alleggerire la macchina burocratica.
 
Tra i punti più qualificanti, quello dell’occupazione. Le professioni dell’area tecnica propongono l’introduzione di contratti “start-up” di durata non superiore a 36/48 mesi, il tempo necessario per l’avvio e il consolidamento dell’iniziativa imprenditoriale. Al termine di questo periodo, il contratto dovrà essere trasformato a tempo indeterminato oppure il rapporto di lavoro non potrà continuare in nessuna forma.
 
Ma la maggiore efficienza del Paese passa anche attraverso gli Open Data. Una buona riforma dell’apparato amministrativo, infatti, si muove attraverso la sua profonda innovazione. Il primo passaggio deve essere l’accessibilità per chiunque ai dati pubblici.
 
In merito alla riqualificazione del patrimonio abitativo, poi, un intervento urgente in ambito immobiliare, secondo il PAT, è la creazione di un’anagrafe basata sul fascicolo del fabbricato per favorire la messa in sicurezza contro i rischi naturali e ambientali e favorire la rigenerazione e la riqualificazione del patrimonio abitativo.
 
Per quanto riguarda la cura del settore primario,un’Italia moderna deve avere un’agricoltura solida, improntata alla qualità. La sottolineatura dimostra come anche i professionisti italiani abbiano la piena consapevolezza del fatto che una nuova attenzione al settore primario sia ormai imprescindibile, soprattutto attraverso la valorizzazione del turismo e la programmazione energetica.
Leggi tutte le proposte nel documento Riprogettare l’Italia per tornare a crescere.

“Tutte le professioni hanno riconosciuto l’importanza di un Piano Nazionale di difesa dal rischio sismico ed idrogeologico - ha affermato il Presidente dei Geologi, Gian Vito Graziano - riprendendo nel testo presentato a Roma quasi tutti e 12 punti del Manifesto dei Geologi” (leggi tutto).

Il recupero delle periferie e il contrasto al dissesto idrogeologico sono le due grandi priorità, secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ma anche per i geometri che hanno ricordato che in Italia si perdono 8 mq al secondo di territorio. “Gli enti locali - ha detto Fausto Savoldi, presidente dei Geometri - hanno autorizzato interventi urbanistici solo per incassare oneri di urbanizzazione, di contro ci sono 6 milioni di unità a disposizione. Rigeneriamo il patrimonio esistente, smettiamo di cementificare e affrontiamo il problema delle discariche”.
 
Una proposta concreta arriva anche dai periti industriali: “ci sono 8 milioni di unità non a norma con l'impianto elettrico noi potremmo risolvere il problema a costo zero per lo Stato” ha detto il loro presidente Giuseppe Jogna.
 
Sul tema del Lavoro e Welfare, è stato ribadito che non c’è previdenza senza lavoro. Per questo i professionisti chiedono di essere sostenuti in tutta la loro vita lavorativa con un regime fiscale adeguato.
 
“Vogliamo reagire allo stato di prostrazione del Paese - ha detto Andrea Camporese, Presidente Adepp. “Mantenere una tassazione del 20% sui nostri investimenti, come se fossimo un qualunque fondo speculativo - ha affermato Camporese - significa deprimere le prestazioni pensionistiche e le tutele assistenziali”. Occorre invece “ridurre la tassazione delle rendite finanziarie delle casse - ha aggiunto Camporese - per recuperare risorse da trasferire agli iscritti sotto forma di Welfare previdenziale. Un intervento tanto semplice quanto da troppo tempo vanamente richiesto”.

Secondo Marina Calderone, presidente CUP, “occorre ridurre il costo del lavoro, redistribuendo il tesoretto dell’Inail, che negli anni ha accumulato 26 miliardi di euro”. Calderone, ha proposto quattro interventi per la riduzione dell’8% del costo del lavoro, attraverso il calo del carico fiscale e contributivo: la revisione delle tariffe di rischio Inail, una nuova destinazione delle risorse accumulate con il fondo di tesoreria del tfr e l’utilizzo del 20% delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale. A completamento dell'intervento di finanziamento, sarà necessario che il Governo si impegni a ridurre uno dei capitoli della spesa pubblica. “Alla manovra - ha spiegato Calderone - sarebbero interessati complessivamente 13 milioni di lavoratori e la riduzione avrebbe una spesa di circa 12 miliardi e 500 milioni di euro”.
 
Mario Monti, Presidente del Consiglio uscente, è intervenuto al Professional Day in collegamento da Catania. “Il governo che ho presieduto - ha spiegato - è stato chiamato in un momento di crisi molto acuta, soprattutto della credibilità internazionale. L’Italia ce l’ha fatta senza dover chiedere aiuto e senza cedere nulla della nostra sovranità”. “Le professioni italiane - ha ribadito Monti - hanno giocato un ruolo cruciale per il superamento della crisi, mostrando comprensione per la necessità di riforma e di cambiamento e collaborando attivamente allo sforzo per mettere in sicurezza il nostro Paese e per evitare derive di tipo greco”. “Il Governo - ha concluso il premier - ha dimostrato di riconoscere il valore fondamentale alle professioni regolamentate e per questo ha preservato gli ordini professionali, valorizzandone il ruolo nel quadro di un progetto di modernizzazione”.

Al Professional Day è intervenuta Paola Severino, Ministro della Giustizia, che ha fatto il punto sull’operato del Governo Monti in materia di riforma delle professioni. “Gli interventi di liberalizzazione - ha detto Severino - non hanno dimenticato la specificità del settore professionale. Si è trattato di aprire il mercato alla concorrenza, ma senza ridurre la qualità”. Il Ministro ha, infine, indicato l’importante obiettivo della qualità e della formazione, con uno sguardo particolare sui giovani, “perchè solo con la qualità e formazione si potranno avere nuovi professionisti in grado di cogliere le esigenze dei loro clienti e del contesto sociale in cui operano”.

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