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PROFESSIONE

Società tra professionisti, ecco il regolamento

di Paola Mammarella
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Ogni socio può partecipare ad una sola Stp, escluse le società di ingegneria costituite in precedenza ai sensi del Codice Appalti

Vedi Aggiornamento del 27/10/2017
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04/02/2013 – Partecipazione dei soci ad una sola Stp, possibilità di iscrizione a più albi per le società multidisciplinari e  libertà del cliente nella scelta del professionista cui affidare l’incarico. Sono alcuni dei contenuti del regolamento sulle STP, Società tra professionisti, che Edilportale è in grado di anticipare in anteprima dopo il via libera del Ministero della Giustizia. Scarica il testo

Struttura delle società
La Stp può essere costituita secondo i modelli societari previsti dal Codice Civile e avere per oggetto sociale l’esercizio di una o più attività professionali per le quali è prevista l’iscrizione in ordini o albi. Sono esclusi gli avvocati, che si regoleranno in modo indipendente, e i notai, cui è stata riconosciuta l’esenzione dal momento che svolgono funzioni pubbliche.
 
Lo schema di regolamento prevede anche la presenza di società multidisciplinari, costituite per l’esercizio di più attività professionali. Le società multidisciplinari dovranno iscriversi nell’albo previsto per l’attività che riveste un ruolo prevalente all’interno della società. Se, invece, non è indicata un'attività prevalente, la società può iscriversi in più albi.
 
Iscrizione agli albi e nei registri delle imprese
La Stp deve fare domanda di iscrizione al consiglio dell’ordine o del collegio professionale nella cui circoscrizione è posta la sede legale della società tra professionisti. Alla domanda bisogna allegare l’atto costitutivo e lo statuto della società in copia autentica, il certificato di iscrizione nel registro delle imprese e il certificato di iscrizione all’albo, elenco o registro dei soci professionisti che non siano iscritti presso l’ordine o il collegio cui è rivolta la domanda.
 
L’iscrizione deve inoltre essere annotata nella sezione speciale del registro delle imprese.
 
In mancanza dell’idoneità, prima di procedere al diniego dell’iscrizione il consiglio dell’ordine o del collegio professionale segnala le motivazioni al rappresentante legale della società, che ha dieci giorni di tempo per la presentazione delle proprie osservazioni.
 
Requisiti dei soci
Per poter partecipare ad una Stp, i soci devono possedere requisiti di onorabilità, non aver riportato condanne e non essere stati cancellati dal proprio albo per motivi disciplinari.
 
Ogni socio può partecipare ad una sola Stp o società multidisciplinare. All’interno della Stp i professionisti devono detenere i due terzi del capitale sociale.
 
Come operano le STP
L’attività delle Stp deve essere orientata alla trasparenza. I professionisti devono infatti informare il cliente con un atto scritto di tutti gli aspetti che riguardano lo svolgimento dell’incarico, dandogli la possibilità di scegliere il professionista cui affidare il lavoro e mettendolo al corrente dell’eventuale presenza di conflitti di interesse. Vanno comunicati al cliente anche eventuali sostituzioni del professionista che svolge l’incarico, la presenza di ausiliari e l’elenco dei soci con finalità di investimento.
 
In caso di violazioni, sia il socio che la Stp rispondono alle regole deontologiche dell’ordine al quale sono iscritti. Secondo il regolamento, c’è responsabilità concorrente tra socio e società quando la violazione commessa dal socio dipende da una direttiva impartita dalla società.
 
Ambito di applicazione
Come messo in evidenza dal Consiglio di Stato, chiamato ad esprimere un giudizio sul testo, il regolamento si applica solo alle società per l’esercizio delle attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico.
Non sono quindi incluse le associazioni professionali né le Stp costituite secondo modelli precedenti, come ad esempio le società di ingegneria disciplinate dal D. lgs. 163/2006, art. 90, comma 2 lettera b, costituite come società di capitali o società cooperative. In questi casi non valgono i limiti di capitale previsti per i soci non professionisti.
 
Ricordiamo che l’iter delle Società tra professionisti è iniziato con la Legge 183/2011 – Legge di stabilità per il 2012, e con il decreto liberalizzazioni, convertito dalla Legge 27/2012 che ha abolito le tariffe professionali e ha disegnato un nuovo quadro per l’attività dei professionisti.
 
La quadratura del cerchio, attraverso un regolamento che chiarisse le modalità di conferimento e di esecuzione dell’incarico, le cause di incompatibilità e il regime disciplinare, si è fatta però attendere diversi mesi.
 
Dopo l’emanazione di una prima bozza, diffusa a giugno, e il parere del Consiglio di Stato, rilasciato il mese successivo, la situazione si era infatti arenata, tanto da spingere i consigli e le associazioni dei professionisti, in cerca di regole certe con cui svolgere i propri incarichi, ad intraprendere una serie di azioni per lo sblocco dell’iter normativo (Leggi Tutto).
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