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Sicurezza sul lavoro in edilizia, ok alla nuova prassi di riferimento

Sicurezza sul lavoro in edilizia, ok alla nuova prassi di riferimento

Elaborate da Uni e Comitati paritetici territoriali le nuove linee guida per l’asseverazione delle imprese edili e di ingegneria civile

Vedi Aggiornamento del 04/03/2015
di Paola Mammarella
25/02/2013 - La sicurezza sul lavoro ha una nuova prassi di riferimento. Sono stati messi a punto nei giorni scorsi da Uni, Ente nazionale italiano di unificazione, e Cpt, Comitati paritetici territoriali, gli Indirizzi operativi per l’asseverazione nel settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile Uni/Pdr 2:2013.
 
Il testo fornisce le linee guida in base alle quali, come previsto dall’articolo 51 del D.lgs 81/2008, deve avvenire il rilascio delle asseverazioni da parte degli organismi bilaterali che si occupano di salute e sicurezza nel settore edile e che si recano sui luoghi di lavoro.
 
Come spiegato da Uni, l’asseverazione è un processo mediante il quale si garantisce che i modelli di organizzazione e gestione della sicurezza siano effettivamente attuati e applicati dall’azienda.
 
Il processo di asseverazione inizia con una richiesta che l’impresa edile presenta al Comitato paritetico territoriale e si compone di tre fasi. Nella prima fase c’è l’istruttoria, cioè la verifica dei pre-requisiti dopo la presentazione della domanda.
Rientrano tra i pre-requisiti l’iscrizione alla Cassa Edile del territorio in cui viene fatta la domanda, la regolarità del Durc, la messa a disposizione di personale per l’accesso al cantiere e gli altri adempimenti.
 
Nella seconda fase avviene la verifica vera e propria, durante la quale si controlla il rispetto di tutti gli obblighi documentali e tecnici. In questa fase, infatti, oltre ai documenti vengono ispezionati i luoghi di lavoro, dove si stabilisce l’aderenza della situazione reale al modello di organizzazione e gestione adottato e si raccolgono direttamente le informazioni sui processi e le attività.
 
Nell’ultima fase si svolge invece la valutazione e sui suoi risultati si decide se possa essere rilasciata l’asseverazione. Se l’impresa non risulta idonea deve adeguare il proprio modello di organizzazione e gestione e sottoporsi ad un ulteriore controllo del Comitato paritetico. La commissione di verifica può inoltre rilasciare l’asseverazione dietro la prescrizione di una serie di raccomandazioni.
 
Secondo Marco Garantola, presidente di Cncpt, Commissione nazionale per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro, le linee guida individuano una procedura valida su tutto il territorio nazionale. Una sorta di prassi di riferimento che, pur avendo una durata limitata a cinque anni, è più snella rispetto alla “classica norma tecnica”, ma fornisce tutte le garanzie di trasparenza.
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