Stretto Messina, ok dei Beni Culturali al Ponte che non c’è
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AMBIENTE
Stretto Messina, ok dei Beni Culturali al Ponte che non c’è
Arriva in ritardo il via libera sulla compatibilità ambientale e paesaggistica, stupore da Legambiente
Vedi Aggiornamento
del 17/03/2023
Vedi Aggiornamento del 17/03/2023
15/03/2013 - Via libera in ritardo al Ponte sullo stretto di Messina. Dieci giorni dopo il blocco dell’opera, il Mibac, Ministero per i beni e le attività culturali, ha emesso parere favorevole sul progetto definitivo.
Il Mibac riconosce all’opera la compatibilità ambientale e paesaggistica e verifica in via preliminare gli aspetti archeologici, ponendo anche alcune condizioni da inserire nel progetto esecutivo sulla base del pareri rilasciati dalle Soprintendenze.
Come emerge da fonti di agenzia, il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha definito “surreale” il parere del Ministero.
Ricordiamo che sono decaduti venerdì primo marzo i termini contrattuali stipulati per la realizzazione dell’opera tra la concessionaria pubblica società Stretto di Messina SpA e il contraente generale Eurolink.
Il 26 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha bocciato la proroga dei termini per la sottoscrizione del contratto aggiuntivo tra le due società che, come previsto dal Decreto Sviluppo bis, avrebbe garantito alla grande infrastruttura un ulteriore margine di tempo.
Siglando il contratto aggiuntivo il contraente generale si sarebbe dovuto impegnare a rinunciare alle penali previste dagli accordi. Una condizione che lo ha invece spinto a recedere dal contratto.
Il Mibac riconosce all’opera la compatibilità ambientale e paesaggistica e verifica in via preliminare gli aspetti archeologici, ponendo anche alcune condizioni da inserire nel progetto esecutivo sulla base del pareri rilasciati dalle Soprintendenze.
Come emerge da fonti di agenzia, il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha definito “surreale” il parere del Ministero.
Ricordiamo che sono decaduti venerdì primo marzo i termini contrattuali stipulati per la realizzazione dell’opera tra la concessionaria pubblica società Stretto di Messina SpA e il contraente generale Eurolink.
Il 26 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha bocciato la proroga dei termini per la sottoscrizione del contratto aggiuntivo tra le due società che, come previsto dal Decreto Sviluppo bis, avrebbe garantito alla grande infrastruttura un ulteriore margine di tempo.
Siglando il contratto aggiuntivo il contraente generale si sarebbe dovuto impegnare a rinunciare alle penali previste dagli accordi. Una condizione che lo ha invece spinto a recedere dal contratto.
Norme correlate
Legge dello Stato 17/12/2012 n.221
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (Sviluppo bis)
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