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LAVORI PUBBLICI

Dal Governo 2,4 miliardi di euro per le ferrovie siciliane

di Rossella Calabrese
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Ammontano a 10.802 milioni di euro gli stanziamenti per il Sud deliberati dall’Esecutivo Monti

Vedi Aggiornamento del 11/09/2013
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05/03/2013 - Cinque macro-interventi infrastrutturali, per un totale di 14 opere, che renderanno più veloci i collegamenti ferroviari tra Catania, Palermo e Messina.
 
È questo l’impegno messo nero su bianco dai Ministri per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e allo Sviluppo Economico, alle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, dal Governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e dagli Amministratori delegati di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e di Rete Ferroviaria Italiana, Michele Mario Elia, nel Contratto istituzionale di sviluppo (CIS) per la direttrice ferroviaria “Messina-Catania-Palermo”, istituito dall’articolo 6 del D.lgs 88/2011.
 
Le 14 opere previste - fa sapere il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in un comunicato - avranno un costo complessivo di 5.106,1 milioni di euro, dei quali 2.426 milioni sono già disponibili.
 
Gli interventi sono i seguenti:

- lungo la linea Messina-Catania (valore investimenti: 383,8 milioni di euro), progettazione del raddoppio della tratta Giampilieri-Fiumefreddo (che resta ancora da coprire finanziariamente), completamento del raddoppio dei binari nella tratta Catania Ognina - Catania Centrale, progettazione dell’interramento della Stazione Centrale di Catania e raddoppio del bivio Zurria-Catania Acquicella;
 
- sulla linea Catania-Palermo (valore investimenti: 823,4 milioni di euro), raddoppio dei binari nelle tratte Bicocca-Motta-Catenanuova e Catenanuova-Raddusa-Agira, al fine di raggiungere una velocità da 200 km all’ora e di incrementare la frequenza dei collegamenti. Per la tratta Raddusa-Enna-Fiumetorto, uno studio di fattibilità valuterà tre soluzioni alternative: 1) riqualificazione della linea ferroviaria esistente; 2) variante di tracciato Enna-Pollina-Castelbuono; 3) variante di tracciato contigua all’asse autostradale Catania-Palermo;
 
- interventi tecnologici lungo le linee Messina-Catania e Catania-Palermo e realizzazione del nodo di Palermo (valore investimenti: 1.218,8 milioni di euro).

Le fonti dei fondi sono così suddivise:
• 1.153,5 milioni a valere su fondi statali;
• 21 milioni a valere sulla Legge Obiettivo;
• 500 milioni a valere sulla riduzione del cofinanziamento statale di cui al Piano d’Azione e Coesione;
• 517,2 milioni a valere sui programmi comunitari 2007-2013, di cui 280 milioni sul POR Sicilia e 237,2 sul PON “Reti e Mobilità”;
• 217,3 milioni a valere su risorse liberate del PON Trasporti 2000-2006;
• 17 milioni a valere su risorse Fondo Sviluppo e Coesione già a disposizione del MIT. 


Gli interventi complessivi che scaturiranno dai lavori, dalle progettazioni e dagli studi previsti nel Contratto mirano a raggiungere tre risultati:
- una progressiva forte riduzione dei tempi di percorrenza e un aumento della frequenza e qualità del servizio fra tre importanti aree metropolitane della Sicilia. Con gli interventi già finanziati e per cui è già deciso il tracciato, sono stati avviati i lavori o la progettazione, si ottiene una prima riduzione dei tempi di percorrenza fra Messina e Palermo;
- un miglioramento dell’accessibilità delle aree interne della Sicilia centrale e della Sicilia meridionale ai grandi centri metropolitani;
- una maggiore efficienza dei nodi ferroviari di Catania e Palermo.
 
Quello appena firmato - spiega la nota del Ministero - è il terzo CIS firmato dal Governo, dopo quelli relativi alla direttrice ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto del 2 agosto 2012 e alla velocizzazione della direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria del 18 dicembre 2012 che hanno stanziato complessivamente 6,462 miliardi di euro.
 
 
Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti riepiloga gli stanziamenti per il Mezzogiorno deliberati dal Governo Monti:
- Contratto di programma della Rete Ferroviaria Italiana, approvato nel gennaio 2012, per un importo globale di circa 5,8 miliardi di euro, di cui circa 1.200 milioni di euro per interventi manutentivi straordinari e ordinari.
- Contratto di Programma ANAS, approvato sempre nel 2012, per un importo di circa 900 milioni di euro, di cui circa 400 milioni di euro destinati al Mezzogiorno.
- Ulteriori opere bloccate dal CIPE durante il Governo Monti per un importo globale di 6.605 milioni di euro.
- Emergenza Taranto: 187 milioni di euro (quota MIT per l’ILVA).
- Tangenziale di Napoli: 80 milioni di euro.
- Rete metropolitana campana: 120 milioni di euro.
- Edifici scolastici: circa 300 milioni di euro.
- Progetti sbloccati dal Governo con apposita delibera del CIPE del febbraio 2012 e per i quali in assenza di approvazione si sarebbero perse le risorse:
• Asse autostradale Telesina per un importo di 580 milioni di euro.
• Asse autostradale Termoli San Vittore per circa 1.130 milioni di euro.
• Schemi idrici nel Mezzogiorno per circa 200 milioni di euro.
 
Il valore globale risulta quindi pari a 10.802 milioni di euro.
 

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