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LAVORI PUBBLICI

Ponte sul Canal Grande: Calatrava accusato di danno erariale

di Rossella Calabrese
Commenti 21477

La Corte dei conti chiede 4 milioni di euro all’architetto spagnolo e a tre ingegneri italiani

Vedi Aggiornamento del 15/02/2016
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07/03/2013 - Un danno erariale per circa 4 milioni di euro. È questa l’accusa dalla quale dovranno difendersi l’architetto spagnolo Santiago Calatrava e tre ingegneri italiani, per la costruzione del ponte sul Canal Grande che unisce piazzale Roma alla stazione ferroviaria, a Venezia.
 
“La realizzazione del Quarto Ponte sul Canal Grande - afferma il procuratore della Corte dei conti, Carmine Scarano - ha comportato un oggettivo e sconsiderato aumento di costi rispetto agli oneri preventivati, e comporterà per il futuro un costante e spropositato esborso economico da parte dell’amministrazione”.
 
Dai documenti - continua il procuratore - è emerso “un quadro caratterizzato da macroscopica approssimazione e diffusa incapacità, sfociate in un imbarazzante, quanto stupefacente, insieme di errori riscontrabili tanto nelle fasi della progettazione ed esecuzione, quanto nella preliminare redazione del bando di gara”.
 
Proprio la gara, è stata bandita per la categoria “strade, autostrade, ponti e viadotti” anziché per “componenti strutturali in acciaio o metallo”. Di conseguenza, l’impresa vincitrice (Cignoni di Rovigo) non aveva sufficienti competenze tecniche, soprattutto nell’attività più delicata, quella delle saldature, che ha subappaltato alla Lorenzon Techmec System. L’altro grave errore è quello di aver realizzato il ponte ad arco ribassato, che spinge troppo sulle rive.
 
Ne è risultato un aumento esponenziale dei costi: dai 3,8 milioni di euro del primo progetto ai 10,7 che aumenteranno costantemente, visto che - scrive il giudice - “l’opera è affetta da una patologia cronica” e necessita di “monitoraggio permanente, a dimostrazione dell’inadeguatezza della soluzione progettuale”.
 
A Calatrava la Corte dei conti chiede di rimborsare 1.078.087 euro, mentre a Roberto Scibilia, Salvatore Vento e Roberto Casarin, i tre ingegneri che hanno ricoperto i ruoli di responsabile unico di procedimento e direttore dei lavori, sono stati chiesti rispettivamente 1.705.000 euro, 723.000 euro e 379.000 euro.
 
L’udienza presso la Corte dei conti è stata fissata al 13 novembre 2013.


Foto©: Comune di Venezia
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Franco

Succede quando si pensa che un bambino possa comportarsi da adulto. Concordo con le colpe alla classe politica, può un politico con la 5^ elementare gestire opere da milioni euro ? forse era meglio far gestire il tutto a bambini della scuola media, avrebbero sicuramente capito che anzichè fare un ponte futuristico si potevano fare 4 ponti tradizionali migliorando la viabilità.

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Corrado Tirelli

Penso si sia usato un Arcjitetto di fama perchè Venezia merita questo ed altro. Sull'aumento dei costi e sull'allappalto a basso prezzo è una pratica tipicamente Italiana di risolvere i problemi con furbizie senza andare all'origine del problema. Si sceglie il prezzo più basso,poi ci si accorge che è inadeguato ,o si specula sul lavoro,o fallisce l'impresa e bisogna aspettare unìaltra impresa ecc...Sarebbe meglio più realismo e concretezza oltre una maggiore competenza degli attori. Il fatto che sia d'acciaio o meno è il solito appiglio burocratico,mentre è effettivamente importante e colpevole colui e coloro che hanno avvallato il progetto se effettivamente il tipo di terreno non è in grado di reggere la spinta.

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Massimo Simionato

non sembra spingente??? Ma è un arco molto ribassato, come fa a non essere spingente? Prova a dare un'occhiata ad un libro di fisica: nel caso in questione le spinte sono enormi e gravano su un terreno incapace di assorbirle, altro che inesistenti.

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patrizia

ma gli errori si scoprono sempre in ritardo?

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franco foti

peccato sia finita cosi .....però scusatemi ma il lo trovo fantastico eccezionale bellissimo elegantissimo

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franco foti

Peccato sia finita così ....pero scusatemi ma io lo trovo fantastico eccezionale bellissimo elegantissimo

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vincenzo51

la notizia dovrebbe aver per conseguenza " frustate" in senso morale a chi ha approvato e commissionato l'opera . Tanto in Italia non pagherà nessuno. Il 2% dell'importo a chi è andato dei pubblici dipendenti conivolti nel progetto? Basta di far progettare cose assurde ad architetti per giunta stranieri!!!!!!!!!

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Giusetta

questa notizia mi colpisce sia come professionista che come dipendente pubblico e non posso che augurarmi una sempre maggiore professionalità' e qualificazione delle prestazioni. Ma bisognerebbe smetterla con le gare di progettazione con ribassi pazzeschi e con l'affibbiare ai pochi tecnici della pubblica amministrazione carichi di lavoro che impongono tempi ristretti per le attivita' di verifica.