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MERCATI

Il mercato dei serramenti metallici perde il 40% in 5 anni

Nel Rapporto Uncsaal due scenari per il 2013: qualità o low-cost?

Vedi Aggiornamento del 29/07/2013
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29/03/2013 - Dal 2008 ad oggi il mercato dei serramenti metallici ha perso il 40% del proprio valore, con una particolare accelerazione del decremento negli ultimi due anni a causa della contrazione della domanda nelle nuove costruzioni a cui si è aggiunta, dal 2012, la forte crisi del mercato delle ristrutturazioni.
 
Il dato emerge dal Rapporto sul Mercato Italiano dell’Involucro Edilizio 1/2013 pubblicato dall’Ufficio Studi Economici di Uncsaal, l’Unione dei Costruttori di Serramenti in Alluminio, Acciaio e Leghe (scarica il Rapporto).
 
Il Rapporto evidenzia una contrazione del mercato dei serramenti metallici di poco superiore al 14%: si tratta della maggior contrazione osservata nell’ultimo decennio, che riporta il mercato dei serramenti metallici ad un valore di 1.539 milioni di euro, inferiore alle cifre riscontrate nel 2002.
 
Dal 2007 - spiega il Rapporto - gli incentivi fiscali del 55% hanno generato un fatturato aggregato di circa 20 miliardi di euro, di cui circa 8 miliardi per il settore dei serramenti nel suo complesso. L’impatto sul settore dei serramenti metallici è cresciuto in modo rilevante nel corso degli anni e oggi il 55% genera una domanda di serramenti metallici di circa 570 milioni di euro che corrisponde al 37% del giro d’affari di questo settore.
 
Riguardo al mercato delle facciate continue in Italia, il Rapporto registra una flessione dell’8% rispetto al 2011 e colloca il valore a 494 milioni di euro.
 
La crisi del settore delle costruzioni non residenziali legata alla recessione che caratterizza il terziario avanzato e il commercio ha portato al progressivo ridimensionamento di questo mercato che, nel biennio 2006-2008, era stato interessato da tassi di crescita estremamente positivi.
 
II Rapporto evidenzia come il comparto italiano dei serramenti metallici si stia avvicinando al punto più basso della crisi: questo processo di avvicinamento durerà per tutto il primo semestre del 2013 nel quale si registreranno contrazioni dei ricavi nell’ordine del 4%-6%, determinando una perdita complessiva 2008-2013 per il settore dei serramenti metallici stimabile nel 45% del proprio valore.
 
La ridefinizione strutturale dei confini del settore avrà come effetto la scomparsa di numerosi operatori a tutti i livelli della filiera, indipendentemente dalle dimensioni della singola azienda. Quello delle crisi d’impresa e dei fallimenti è un fenomeno che è già iniziato nel 2012 e continuerà per tutto il 2013. Si stima che tra 1.000 e 1.600 aziende entreranno in uno stato di sofferenza e che nella maggioranza dei casi l’esito della crisi non sarà positivo.
 
In ogni caso, per il 2013 ci si attende una ulteriore contrazione del fatturato aggregato del comparto che dovrebbe collocarsi tra il 4% e il 6% rispetto al dato del 2012, questo nell’ipotesi che il 55% sia prolungato, in caso contrario si produrrebbe una ulteriore perdita di circa il 18% della domanda di serramenti metallici.
 
In estrema sintesi, gli scenari per il secondo semestre 2013, potrebbero essere caratterizzati entrambi da una leggera ripresa dei ricavi medi per azienda dovuta alla riduzione del numero di operatori nel mercato. Si tratterebbe comunque di una ripresa disomogenea, potrebbero infatti persistere delle significative differenze tra grandi aziende e piccoli costruttori di serramenti e tra le diverse aree geografiche del paese.
 
La conferma del 55%, lo sblocco dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione e l’allentamento del patto di stabilità degli Enti Locali indirizzerebbero la ripresa verso un tessuto virtuoso di imprese italiane che da anni hanno investito in qualità e in innovazione, altrimenti assisteremo, da un lato a pesanti ripercussioni industriali e sociali e dall’altro all’affermazione sul mercato di serramenti low-coste di bassa qualità provenienti da mercati esteri.
 
 
Fonte: Uncsaal

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