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NORMATIVA

Anagrafe delle opere incompiute, nuovo via libera al regolamento

di Paola Mammarella

Ok dal Consiglio di Stato, gli elenchi dei lavori da finire saranno differenziati su base nazionale e locale

Vedi Aggiornamento del 04/07/2014
07/03/2013 – Via libera del Consiglio di Stato al regolamento sulla banca dati delle opere incompiute. Dopo il parere positivo delle Regioni, rilasciato a novembre, la bozza si avvia a diventare operativa.
 
Nella valutazione del provvedimento il CdS ha espresso alcune considerazioni. Ci sarebbero ad esempio delle lacune nei meccanismi di controllo sulla tempestività, la correttezza e la completezza delle informazioni fornite.
 
Il CdS ha ribadito inoltre che la graduatoria delle opere incompiute non può essere unica. Gli elenchi delle opere non completate di interesse nazionale, regionale o locale devono quindi essere redatti in modo autonomo.
 
Allo stesso tempo, secondo il Consiglio di Stato la graduatoria ha una natura meramente conoscitiva. Alla luce di questa considerazione, il criterio della classificazione delle opere in base ai livelli di completamento è accettabile perché non influisce sulle decisioni in merito alla prosecuzione dei lavori.
 
Ricordiamo che l’anagrafe delle opere incompiute è stata prevista dalla Manovra Salva Italia. Successivamente, la bozza di regolamento predisposta dal Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti ha chiarito che un’opera è incompiuta quando non viene completata e non è fruibile alla collettività per mancanza di fondi, cause tecniche, nuove norme incompatibili con la sua realizzazione o fallimento dell’impresa appaltatrice.
 
Per ogni opera deve essere indicata la sua localizzazione, la descrizione e la sua classificazione come edilizia pubblica, ferrovia, strada ecc.
La scheda dell’opera deve contenere anche indicazioni sulla Stazione Appaltante, sull’importo complessivo dell’intervento e sulla percentuale di avanzamento dei lavori.


L’iter dell’anagrafe delle opere incompiute sta viaggiando con un anno di ritardo. Secondo il comma 6 dell’articolo 44-bis della Manovra Salva Italia, infatti, l’approvazione del regolamento del Ministero delle Infrastrutture doveva avvenire entro tre mesi dal 28 dicembre 2011, quindi non oltre la fine di marzo dell’anno scorso.
 
Dopo aver incassato il parere positivo del Consiglio di Stato, il decreto verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
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