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Imu e nuovo Catasto, cosa attendersi dal prossimo Governo

Imu e nuovo Catasto, cosa attendersi dal prossimo Governo

Esenzione per gli immobili invenduti, revisione delle rendite e procedure snelle per piccoli interventi tra le misure in sospeso a fine legislatura

Vedi Aggiornamento del 26/08/2013
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 26/08/2013
01/03/2013 - Ritocchi all’Imu con la riforma del Catasto e autorizzazione paesaggistica semplificata. Sono alcuni dei capitoli lasciati in sospeso dal Governo uscente, che potrebbero entrare nell’agenda del nuovo Esecutivo.
 
Riforma del Catasto e Imu
Negli ultimi mesi si è discusso molto sulle distorsioni causate dall'Imu, che ha rivalutato tutti i coefficienti creando una discrepanza tra l’imposta pagata, l’effettivo valore dell’immobile e le condizioni economiche del nucleo familiare. Le difficoltà dipendono dal fatto che è ancora in alto mare la riforma del Catasto, studiata per allineare le rendite degli immobili ai valori di mercato.

La riforma, contenuta nella delega fiscale che non ha mai visto la luce, si basa su un semplice concetto: far pagare un’imposta collegata al valore dell’immobile e alle condizioni economiche del nucleo familiare, con un meccanismo di compensazione tra rendite, aliquote e detrazioni. In questo modo, l’aumento della base imponibile, eventualmente ottenuto con l’incremento della rendita, viene compensato dalla riduzione delle aliquote. Ai sensi della riforma, a ogni immobile devono essere attribuiti una rendita e un valore patrimoniale basandosi sui metri quadri e non più sui vani (Leggi Tutto).

A sostegno della revisione delle rendite si è posta alla fine dell'anno scorso anche l'Unione Europea. Nel documento per l’occupazione e gli sviluppi sociali redatto a dicembre, l’UE ha infatti suggerito di basare l’entità del prelievo fiscale sui valori di mercato e non su quelli catastali (Leggi Tutto).

Segnali sulla volontà di cambiare il sistema di imposizione sugli immobili sono arrivati nello stesso periodo anche in sede di approvazione della Legge di Stabilità 2013. La norma ha stabilito che il gettito derivante dall’Imu sarà incassato interamente dai Comuni, lasciando intravedere la possibilità di ridurre l’imposta. Non dovendo più dividere le risorse del gettito con lo Stato, i sindaci avranno un maggiore margine d’azione sulle aliquote.

Fanno però eccezione gli edifici ad uso produttivo, classificati nel gruppo catastale D. Per i capannoni industriali, il gettito sarà riscosso interamente dallo Stato. L’aliquota, fissata al 7,6 per mille, potrà essere aumentata fino al 3 per mille dai Comuni, facendo temere un maggiore carico fiscale sulle imprese gravate dalla crisi (Leggi Tutto).

Proprio le imprese edili si sono fatte portavoce di una serie di richieste di cambiamento. In varie manifestazioni e incontri, svolti durante la campagna elettorale, gli addetti ai lavori del settore costruzioni hanno chiesto l’eliminazione dell’Imu per gli immobili invenduti (Leggi Tutto).

Dato che i ritocchi all’Imu sono stati al centro della campagna elettorale dei diversi schieramenti politici, ci si attende che la materia approdi sul tavolo del nuovo Governo. 
 
Autorizzazione paesaggistica semplificata
In sospeso anche l’autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi edilizi di lieve entità. A dicembre il Consiglio dei Ministri ha approvato un regolamento per eliminare le difficoltà applicative registrate con il Dpr 139/2010.
 
Il nuovo regolamento, che a gennaio ha ottenuto l’approvazione della Conferenza Unificata, ma non è riuscito a concludere il suo iter prima della fine della legislatura, ha dettagliato meglio le tipologie di interventi di lieve entità che godono della procedura semplificata.
 
Ricordiamo che, in base alla norma del 2010, per 39 tipologie di interventi di lieve entità il procedimento deve concludersi entro 60 giorni. Con il sistema ordinario sono invece necessari 105 giorni o 120 in presenza di conferenza di servizi.
Una volta ottenuta, l’autorizzazione paesaggistica semplificata è subito valida cinque anni. Al contrario quella ordinaria lo diventa dopo 30 giorni dal rilascio (Leggi Tutto).
 
La riapertura del confronto sul tema della semplificazione, da conciliare con quello della tutela ambientale, potrebbe avere ripercussioni positive sulla crescita delle imprese edili, che spesso lamentano la presenza di vincoli burocratici e di incertezze normative.
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