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NORMATIVA

Più vicini i pagamenti delle Amministrazioni alle imprese

di Paola Mammarella

La Commissione Europea consentirà margini di flessibilità per il rilancio della crescita nel rispetto della stabilità finanziaria

Vedi Aggiornamento del 04/04/2013
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20/03/2013 – In arrivo concessioni sul patto di stabilità per favorire la riscossione dei crediti da parte delle imprese che hanno effettuato lavori o prestato servizi per la Pubblica Amministrazione. Nella valutazione sulla conformità del bilancio di un Paese membro con i criteri di deficit e debito contenuti nel patto di stabilità, il pagamento dei debiti che la Pubblica Amministrazione ha accumulato con le imprese potrà infatti essere considerato un fattore attenuante.
 
La svolta sul tema dei ritardati pagamenti arriva con una dichiarazione congiunta dei vicepresidenti della Commissione Europea Olli Rehn e Antonio Tajani, che si sono detti disposti a cooperare per far smaltire all’Italia il debito accumulato prima del recepimento della Direttiva 2011/7/Ue.
 
Le nuove disposizioni contro i ritardati pagamenti, recepite nell’ordinamento italiano con il D.lgs.192/2012, prevedono infatti che i pagamenti siano liquidati entro 30 giorni, ma si applicano ai contratti stipulati dal primo gennaio 2013. Resta quindi il problema del debito pregresso, che potrebbe essere risolto con l’emissione di titoli pubblici speciali che rimarrebbero fuori dai vincoli su deficit e debito pubblico.

Come più volte denunciato dalle associazioni imprenditoriali, solo nella filiera delle costruzioni il debito ammonta a 19 miliardi di euro e i pagamenti delle Amministrazioni hanno fatto registrare dagli 8 ai 24 mesi di ritardo, provocando svariati fallimenti. Rispondendo alle richieste degli addetti ai lavori, i vicecommissari hanno affermato di essere disposti a cooperare per riportare il debito ad un livello fisiologico, cioè a quello che si avrebbe senza l’effetto dei ritardati pagamenti.
 
Sulla base di questi motivi Bruxelles si è mostrata disposta a considerare come fattori attenuanti gli effetti provocati sul bilancio dal saldo dei pagamenti.
 
L’introduzione di questi margini di flessibilità è stata accolta con favore dal Governo italiano, che ha apprezzato la velocità con cui la Commissione europea ha risposto alle richieste avanzate in occasione del Consiglio Europeo del 14 marzo scorso.
 
Nel rispetto della necessaria stabilità finanziaria, gli spazi di flessibilità controllata potranno quindi essere utilizzati per azioni di sostegno e rilancio a favore della crescita e dell’occupazione.
 
Soddisfazione è stata espressa anche da Paolo Buzzetti, presidente Ance – Associazione nazionale costruttori edili. Secondo Buzzetti, con le dichiarazioni dei vicepresidenti “è caduto l’alibi che per anni ha impedito alle pubbliche amministrazioni di pagare le imprese per i lavori eseguiti”.
 
A detta dell’associazione degli edili, che domani prenderà parte alla giornata contro i ritardati pagamenti organizzata da Anci, un’altra soluzione per favorire lo sblocco dei pagamenti alle imprese potrebbe derivare dalla regionalizzazione del patto di stabilità interno. Nel triennio 2010-2012 il sistema ha consentito di liberare 3,5 miliardi di euro di pagamenti. Per il 2013 lo strumento è stato riconfermato introducendo un incentivo da 800 milioni da distribuire tra le Regioni che attuano il patto regionale verticale e che consentono ai comuni di rimodulare gli obiettivi del patto di stabilità interno. La volontà di avvalersi della regionalizzazione del patto di stabilità dovrà essere comunicata entro il prossimo 31 maggio.

Per il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che nei giorni scorsi  aveva chiesto alle Amministrazioni di restituire almeno 48 dei 71 miliardi di euro totali dovuti alle imprese, in un periodo di scarsa liquidità la decisione della Commissione europea consente di riattivare il circolo virtuoso dell'economia e rilanciare gli investimenti. 
 
Più cauto il Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori, che in un comunicato diramato ieri ha affermato di sperare che la boccata di ossigeno per imprese e professionisti annunciata dalla Commissione Europea “non si risolva nella solita politica degli annunci e sia poi bloccata dall’inerzia della burocrazia”. Motivi per i quali il Cnappc sarà presente domani alla manifestazione indetta dall’Anci in tema di mancati pagamenti.

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