Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Primo resoconto sul Superbonus: 193 interventi per 14,7 milioni
NORMATIVA Primo resoconto sul Superbonus: 193 interventi per 14,7 milioni
NORMATIVA

Proroga della detrazione 55% tra gli otto punti proposti da Bersani

di Paola Mammarella

Programma pubblico privato per la riqualificazione del patrimonio edilizio, bonifiche, smart grid e rifiuti nel programma del centrosinistra

Vedi Aggiornamento del 03/04/2013
Commenti 53433
07/03/2013 – Economia verde e sviluppo sostenibile nel piano per il cambiamento che Pier Luigi Bersani vorrebbe portare in Parlamento.
 
Tra gli otto punti che sintetizzano gli obiettivi del centrosinistra c'è infatti la proroga del 55% per le ristrutturazioni edilizie effettuate per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma anche un programma pubblico-privato per la riqualificazione del patrimonio edilizio, in grado di recuperare le aree dismesse ed evitare il consumo di suolo.
Secondo il capitolo sulla green economy, tra gli impegni per la sostenibilità spiccano inoltre un piano per le bonifiche, lo sviluppo delle smart grid e la rivisitazione e ottimizzazione del ciclo dei rifiuti.
 
Le misure continuerebbero quanto già iniziato nelle precedenti legislature. Sia nell’ambito del risparmio energetico che della riqualificazione urbana sono in campo una serie di iniziative, che in alcuni casi prevedono una scadenza imminente.
 
Efficienza energetica e ristrutturazioni
Al momento le agevolazioni riconosciute agli interventi per il risparmio energetico e alle ristrutturazioni vivono una situazione a termine. Come stabilito dalla Legge Sviluppo 134/2012,tra tre mesi un bonus scadrà, mentre l’altro tornerà ai livelli iniziali dopo essere stato elevato per incentivare la ripresa dell’economia.
 
Con la Legge Sviluppo, infatti, le detrazioni fiscali del 55% sulle spese per la riqualificazione energetica degli edifici sono state prorogate fino al 30 giugno 2013.

Le detrazioni sulle ristrutturazioni sono state maggiorate dal 36% al 50% fino al 30 giugno 2013. La stessa sorte è toccata al tetto di spesa, che dai 48 mila euro inizialmente previsti è passato a 96 mila euro. Dal primo luglio si tornerà automaticamente alla vecchia normativa. Le percentuali di sconto fiscale scenderanno di nuovo al 36% e il tetto di spesa a 48 mila euro.
 
Richieste di proroga e stabilizzazione sono state avanzate su più fronti per entrambi i bonus, trovando in alcuni casi riscontro nei programmi elettorali. Durante la campagna elettorale, il presidente del Consiglio uscente Mario Monti ha proposto di prorogare fino alla fine del 2015 la detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie ed estenderla ai mobili e agli elementi d'arredamento (Leggi Tutto). Analogamente, il candidato per il centrodestra Silvio Berlusconi in un incontro con l’Ance ha ventilato la possibilità si stabilizzare la detrazione del 55% ed estendere il bonus del 36% per le ristrutturazioni anche alle demolizioni e ricostruzioni con variazione della sagoma e della volumetria, interventi oggi classificati come nuove costruzioni (Leggi Tutto).
 
Riqualificazione del patrimonio edilizio
Con la Legge Sviluppo è stato previsto un piano per la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città come motore per il settore edile. A gennaio sono stati selezionati 28 progetti che usufruiranno di un cofinanziamento nazionale pari a 318 milioni di euro, derivante per 224 milioni dal Fondo Piano Città e per 94 milioni dal Piano Azione Coesione per le Zone Franche Urbane, capace di attivare altri investimenti per un totale di 4,4 miliardi (Leggi Tutto).
 
Contro il consumo di suolo è stato inoltre predisposto il ddl Catania, che mira a favorire il recupero dei nuclei abitati rurali, attraverso la manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici (Leggi Tutto).
 
Contiene disposizioni volte a contrastare il consumo di suolo anche la proposta di legge sulla bellezza promossa da Legambiente. La norma prevede l’istituzione di un Registro nazionale del consumo del suolo presso l’Istat e la realizzazione degli interventi edilizi nelle aree già urbanizzate, degradate o ad uso produttivo da riqualificare (Leggi Tutto).
 
Anche se condivise da molti candidati, le due norme sono al momento in una fase di stasi. Il loro iter si è infatti arrestato a causa della crisi di Governo e al rinnovo del Parlamento.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui