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AMBIENTE

Geologi: dal 2003 ad oggi costruite oltre 258.000 case illegali

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Il Presidente Graziano: solo il 10% delle ordinanze di demolizione è stato eseguito

Vedi Aggiornamento del 07/11/2014
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16/04/2013 - “I dati sull’abusivismo edilizio sono ancora oggi allarmanti. In Italia nel 2011 sono stati realizzati quasi 26mila abusi, tra nuove case o grandi ristrutturazioni, pari al 13,4% del totale delle nuove costruzioni. E dal 2003, anno dell’ultimo condono edilizio, a oggi, sono state costruite oltre 258mila case illegali, per un fatturato complessivo di 1,8 miliardi di euro”.
 
Lo ha affermato venerdì scorso, Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, intervenendo a Ferrara ad una conferenza sul rischio sismico e sul rischio idrogeologico organizzata dai Geologi dell’Emilia Romagna, ricordando i dati CRESME.
 
Si tratta di “immobili che non si riesce nemmeno ad abbattere - ha proseguito Graziano. Infatti, da una ricerca di Legambiente su 72 Comuni capoluogo di provincia, emerge che in Italia dal 2000 al 2011 sono state emesse 46.760 ordinanze di demolizione, ma ne sono state eseguite solo 4.956, ovvero circa il 10%”.
 
I geologi si sono ritrovati a Ferrara ad un anno dal terremoto che ha sconvolto l’Emilia Romagna e a quattro da quello di L’Aquila, ma “sembra che il Paese - ha detto ancora Graziano - abbia dimenticato quei troppi morti, quelle terribili immagini dei crolli sotto i quali furono seppellite le speranze di tanta gente e le ambizioni di tanti studenti e delle loro famiglie”.
 
“Cosa si è fatto da allora?” si chiedono i geologi. “Quali politiche di prevenzione sono state messe in campo? Quali miglioramenti sono stati apportati ai nostri edifici pubblici, in un questo Paese dove ad avere problemi strutturali sono persino le scuole e gli ospedali? Quali speranze si sono date ai cittadini italiani, che dovrebbero aver imparato che quei terremoti non sono stati i primi e che non saranno gli ultimi che in Italia dovremo sopportare? Sarcasticamente si potrebbe dire che qualcosa si è fatto, non è quello che si sarebbe dovuto fare, ma serve a capire quanto sia strano questo Paese”.
 
“Ad esempio, da alcuni parlamentari della precedente legislatura - ha ricordato Graziano - è stata proposta una ennesima legge di condono edilizio, utile certo a recuperare nell’immediato un po’ di quattrini, che tuttavia sappiamo di dover restituire decuplicati in un futuro non troppo lontano, quando saremo costretti a  trovare le risorse per sopperire ai danni di una ennesima frana o di una ennesima alluvione. Eppure per fermare questa scellerata proposta parlamentare sono dovuti intervenire illustri personalità della scienza e della cultura, che hanno costretto in ritirata i parlamentari proponenti. Ma il pericolo purtroppo è sempre in agguato”.
 
“Viene da chiedersi allora se sotto processo, come è successo a L’Aquila per la Commissione Grandi Rischi (leggi tutto), non debbano andare anche coloro che hanno avuto in tanti anni responsabilità politiche ed amministrative e che, nel migliore dei casi, sono stati solo disattenti rispetto ai tanti allarmi lanciati dalla comunità scientifica e dal mondo delle professioni sullo stato di devastazione del nostro territorio e di fragilità del nostro patrimonio edilizio; ma soprattutto dovrebbero andare sotto processo quelli che degli allarmi se ne sono infischiati, continuando a perpetrare malaffare, speculazioni e ad attuare condoni edilizi” - ha concluso Graziano.


Fonte: Ufficio stampa Consiglio Nazionale Geologi
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