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MERCATI

Ance: abitazioni, in sei anni nuovi investimenti più che dimezzati

di Rossella Calabrese

Le proposte dei costruttori: edilizia sociale sostenibile, revisione dell’Imu, riqualificazione urbana

Vedi Aggiornamento del 23/11/2015
10/04/2013 - Gli investimenti in nuove abitazioni sono calati del 17% nel 2012 rispetto all’anno precedente, e per il 2013 è prevista una ulteriore flessione del 13%. In sei anni (2008-2013) il livello degli investimenti in nuove abitazioni si riduce del 54,2% in termini reali.
 
I dati arrivano dal Centro Studi dell’Associazlione Nazionale Costruttori Edili (Ance), che ha analizzato gli effetti sul comparto abitativo della crisi che ha colpito il settore delle costruzioni; “un vero e proprio tracollo, causato dalla contemporanea manifestazione di shock senza precedenti: l’effetto combinato della prolungata crisi economica, della fortissima restrizione del credito e dell’inasprimento fiscale sulla casa dovuto all’IMU”.
 
Se gli investimenti in nuove abitazioni scendono vertiginosamente, quelli relativi al recupero abitativo mostrano una tenuta dei livelli produttivi: +0,8% nel 2012 e +3% nel 2013 su base annua, per un aumento complessivo, nei 6 anni, del 12,6%, grazie anche agli incentivi fiscali. Complessivamente, per gli investimenti in abitazioni (nuovo e recupero) la flessione, nel periodo 2008-2013, raggiunge il 23,1% in termini reali.
 
Il numero di permessi di costruire rilasciati per nuove abitazioni e ampliamenti - spiega Ance - continua il suo trend negativo, in atto ormai dal 2006: tra il 2005 e il 2010 si registra una flessione del 57,9%. Per il 2011 e la prima metà del 2012 i dati dell’Istat sulle nuove abitazioni concesse indicano ulteriori flessioni tendenziali, rispettivamente pari al -5,7% e al -21,8%. Sulla base delle informazioni disponibili, l’Ance stima in circa 95.000 i permessi su abitazioni rilasciati nel 2012. In sei anni, pertanto, il calo raggiunge quasi il 70%.
 
Quanto alle compravendite immobiliari, Ance rileva che la fase negativa peggiora ulteriormente nel corso del 2012. Gli ultimi dati riferiti al quarto trimestre 2012 dell’Agenzia del Territorio evidenziano un significativo calo del 30,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 delle compravendite di abitazioni. Una flessione di intensità superiore a quanto già rilevato nei trimestri precedenti (leggi tutto).
 
Tra i fattori che ostacolano la ripresa del mercato abitativo, Ance cita l’estrema incertezza che scoraggia e fa rinviare le decisioni di investimento delle famiglie, le difficili prospettive del mercato del lavoro, la flessione del reddito disponibile delle famiglie, la stretta del credito e l’ulteriore inasprimento del carico fiscale derivante dall’IMU.
 
Ma la crisi del mercato immobiliare residenziale - prosegue lo studio Ance - non si è riflessa allo stesso modo sui prezzi delle abitazioni, che hanno registrato flessioni più contenute rispetto a quelle delle compravendite. Questa dinamica induce ad escludere in Italia l’esistenza di una bolla immobiliare nel settore residenziale, come evidenziato anche dall’Ance (leggi tutto).
 
Un’analisi di Nomisma riferiti alle 13 aree urbane, mostra che dal 2008 al 2012 i prezzi medi delle abitazioni hanno subito una riduzione del 12,3% in termini nominali (-19,4% in termini reali). L’indice Istat dei prezzi delle abitazioni, disponibile a partire dal primo trimestre 2010, evidenzia nel periodo compreso tra il primo trimestre 2010 ed il quarto trimestre 2012, una flessione del 3,6%, sintesi di un aumento del 5,3% dell’indice dei prezzi delle nuove abitazioni e di una flessione del 7,5% delle abitazioni esistenti.
 
L’incremento dei prezzi delle nuove abitazioni caratterizzate da standard qualitativi più elevati - sottolinea l’Ance -, conferma le recenti evoluzioni del mercato immobiliare, sempre più orientato a premiare la qualità del costruito, con grande attenzione, da parte della domanda, per gli aspetti legati all’efficienza energetica (abitazioni in classe A e B).
 
In questo difficile contesto - si legge ancora nello studio - permane una domanda abitativa elevata, sostenuta anche dalla crescita della popolazione e soprattutto delle famiglie: tra il 2004 e il 2010 la popolazione è aumentata del 3,7% e il numero delle famiglie è cresciuto dell’8%. A fronte di ciò, la produzione di nuove abitazioni si è progressivamente ridotta: tra il 2004 ed il 2010, risultano messe in cantiere, ogni anno, 243.000 abitazioni; ne deriva un fabbisogno potenziale di circa 596.000 abitazioni.
 
Per facilitare l’accesso delle famiglie al bene casa e la ripresa del settore, l’Ance ha formulato alcune proposte:
 
1. Promuovere strumenti finanziari in grado di riattivare il circuito del credito, con il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti quale capofila di altri investitori istituzionali per l’acquisto di obbligazioni a media lunga scadenza emesse dalle banche per finanziarie i mutui delle famiglie sia per l'acquisto di abitazioni ad elevata efficienza energetica che per la ristrutturazione energetica della propria casa.
 
2. Predisporre un piano pluriennale di edilizia sociale sostenibile.
 
3. Rivedere la disciplina dell’IMU, anche per attivare l’offerta di case in affitto ed eliminare l’IMU per gli immobili costruiti dalle imprese edili e non ancora venduti, unica forma di patrimoniale su beni prodotti dalle imprese.
 
4. Promuovere un intervento organico per riqualificare le città, attraverso un riordino della normativa e degli incentivi fiscali, potenziando quelli finalizzati al recupero, alla sostituzione del patrimonio edilizio, all’efficienza energetica, alla sicurezza e al risanamento ambientale.
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