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Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
MERCATI

Stati generali delle costruzioni, protesta dei caschetti a Trieste

di Paola Mammarella

Ance Pordenone e Unindustria chiedono misure urgenti e una governance per la rigenerazione urbana

Vedi Aggiornamento del 25/07/2013
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12/04/2013 - L’uscita dalla difficilissima crisi economica e sociale non può prescindere da un salto di qualità del Governo e della classe politica regionale. Ne sono convinti Ance Pordenone e Unindustria, che hanno organizzato ieri a Trieste gli Stati generali delle costruzioni.
 
La situazione, fattasi ancora più drammatica rispetto ad un anno fa, è stata rappresentata simbolicamente in piazza Unità d'Italia da una distesa di caschetti a terra, di cui oltre 4 mila rossi, come il numero di quanti sono stati espulsi dal settore dal 2008 ad oggi.
 
Gli Stati Generali hanno promosso un momento di confronto con tutte le forze politiche che si candidano alla guida della regione nella convinzione che le proposte avanzate, contenute nel “Patto per costruire insieme il futuro”, debbano essere accolte trasversalmente e che ogni forza politica, indipendentemente dal ruolo riservatogli dall’esito elettorale, debba assumersi l’impegno di realizzarle o favorire e non ostacolare la loro implementazione.
 
Queste le richieste cui le forze politiche dovrebbero lavorare nei primi cento giorni di governo:
 
Dichiarazione dello stato di crisi del settore, che legittimi l’adozione di provvedimenti urgenti e straordinari a sostegno non solo dell’occupazione, ma anche dell’attività delle aziende, vigilando altresì su comportamenti burocratici ostruzionistici.
 
Dimezzamento delle tempistiche e snellimento degli iter autorizzativi, in primo luogo mediante la standardizzazione delle procedure in regione, per assicurare a professionisti e imprese la possibilità di ottenere permessi e autorizzazioni in tempi certi e facilitare l’attività di controllo e sanzionatoria nei confronti degli operatori scorretti.
 
Razionalizzazione della spesa corrente e un piano di piccole opere immediatamente cantierabili che sono un investimento e non un costo per gli effetti positivi sull’economia. Le risorse devono essere trovate all’interno di una razionalizzazione della spesa corrente ottimizzando l’utilizzo delle capacità finanziarie disponibili, anche attraverso un meccanismo di definanziamento per i comuni che non appaltano i lavori entro 6 mesi dalla concessione del contributo regionale.
 
Sostegno al mercato regionale dei lavori pubblici anche con provvedimenti che incentivino il ricorso a procedure di aggiudicazione già previste dalle norme vigenti e caratterizzate dalla possibilità di usare un grado di discrezionalità tale da coniugare il rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza con l’esigenza di sostenere l’occupazione e l’economia locale. Poiché le strutture tecnico-amministrative dimostrano spesse volte di non essere in grado di usare questa discrezionalità a vantaggio del sistema regionale si chiede la costituzione di un tavolo tecnico a geometria variabile che dia indicazioni operative sull’applicazione della normativa dei lavori pubblici, il coordinamento dell’attività di controllo della regolarità del mercati del lavoro, l’istituzione di un fondo per coprire i periodi di disoccupazione lunga al termine degli ammorizzatori già previsti.
 
Una governance per la rigenerazione urbana e un patto per la casa che favorisca i processi di recupero e di riqualificazione energetica del patrimonio privato incentivando la rottamazione dei vecchi fabbricati e la loro sostituzione con edifici di nuova generazione disciplinando la perequazione urbanistica e consentendo effettive operazioni di demolizione e ricostruzione dell’esistente con variazione della sagoma, delle volumetrie e delle destinazioni d’uso. Proponiamo poi di riattivare il circuito finanziario a sostegno della casa mediante, tra l’altro, la previsione di un fondo di garanzia regionale per l’erogazione dei mutui alle famiglie e l’istituzione di incentivi a favore dei privati cittadini che riqualificano staticamente ed energeticamente la propria abitazione.
 
Valorizzazione dei programmi comunitari settennio 2014-2020 in chiave di rilancio economico, innalzando dal 5% - il minimo stabilito dall’Unione Europea –ad almeno il 10% del totale delle risorse del FESR FVG allo sviluppo urbano sostenibile e supportando i Comuni nell’adesione al Patto dei Sindaci contribuendo alle spese sostenute per la redazione dell’inventario delle emissioni di base di CO2 e dei Piani di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES).
 
Sostegno alla finanza e al credito che rappresenta un problema grave per il settore, dal momento che ha subito, tra giugno 2011 e luglio 2012, un calo degli impieghi mensili del 9,6% (in numerario 252 milioni di euro in meno), una percentuale circa tre volte superiore a quella dei servizi e delle attività industriali. Ritenendo che la Regione possa svolgere un ruolo importante, si chiede che continui a valorizzare, rafforzare e implementare il ruolo di Mediocredito affinché l’Istituto possa continuare il suo operato nell’ambito della cornice dei provvedimenti regionali anticrisi.

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