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Durc, chiesta la compensazione tra crediti e debiti con la PA

di Paola Mammarella

Ance: integrare il Dl sui pagamenti alle imprese con una norma che renda più facile il rilascio del documento di regolarità contributiva

Vedi Aggiornamento del 19/07/2013
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15/04/2013 – Se un’impresa possiede una certificazione attestante che gli oneri contributivi previdenziali ed assistenziali accertati e non ancora versati possono essere compensati da crediti di importo uguale o superiore vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione, le dovrebbe essere rilasciato il Durc in modo automatico.
 
È una delle osservazioni che l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, ha presentato durante l’audizione sul Decreto Legge 35/2013, che sblocca i pagamenti dovuti dalle Amministrazioni nei confronti di professionisti e imprese.
 
A detta degli edili, il testo del decreto, che sta iniziando l’iter parlamentare per la conversione in legge, dovrebbe essere integrato con una disposizione specifica che consenta il rilascio automatico del Durc quando è possibile certificare la compensazione tra debiti e crediti dell’impresa.
 
L’integrazione sarebbe in linea con le ultime pronunce del Ministero del Lavoro, volte ad agevolare il rilascio del Durc alle imprese in crisi perché possano continuare a svolgere la propria attività.
Con la risposta all’interpello 41/2012, infatti, il Ministero del Lavoro ha spiegato che le imprese ammesse al concordato preventivo, dopo essersi accordate coi creditori sui tempi per il pagamento dei debitipossono ottenere il Durc beneficiando di una moratoria di un anno.
 
Per il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti questa disposizione potrebbe migliorare la norma appena varata che a suo avviso ha “un vulnus”, cioè la mancanza di 13 miliardi per le spese in conto capitale e quindi per i lavori pubblici.
 
Tra le altre criticità messe in evidenza dall’Ance c’è la necessità di incrementare l’importo dell’allentamento del patto di stabilità interno da 5 a 11 miliardi di euro nel 2013 per consentire l’utilizzo dei fondi già disponibili e per il 2014 di escludere dal patto di stabilità interno i pagamenti in conto capitale per almeno 10 miliardi di euro.
 
Tra le proposte lanciate dall’associazione degli edili spicca inoltre la possibilità di ampliare il ricorso alla permuta di immobili comemodalità di pagamento del corrispettivo da parte dell’amministrazione, nel senso di consentire il trasferimento di proprietà prima del collaudo.

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