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NORMATIVA Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
PROFESSIONE

Progettisti e imprese tra i primi creditori cui la PA salderà i debiti

di Paola Mammarella

Approvata la variazione al Def che immette 40 miliardi nel sistema. Oggi alle 19.00 il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto

Vedi Aggiornamento del 15/05/2013
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03/04/2013 – I professionisti potranno beneficiare delle misure straordinarie per il saldo dei debiti della Pubblica Amministrazione. E' questa una delle maggiori novità emerse ieri in Parlamento durante l'approvazione della relazione per la variazione del Def. Il testo, che consente lo sblocco dei pagamenti per 40 miliardi di euro, ha ricevuto l'ok delle Commissioni di Camera e Senato e costituisce la base di contenuti del decreto che alle 19 sarà esaminato dal Consiglio dei Ministri.

Durante le audizioni che hanno preceduto la votazione, il Ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha risposto alla domanda del deputato Enrico Zanetti di Scelta Civica, che ha chiesto di specificare in modo esplicito l’applicazione dei provvedimenti per lo sblocco dei pagamenti non solo alle imprese, ma anche ai professionisti, “come ad esempio ingegneri e architetti”.
 
Il Ministro Vittorio Grilli ha spiegato che l’erogazione dei pagamenti avverrà secondo una sequenza. In primo luogo saranno liquidati i crediti vantati da imprese, professionisti e persone fisiche. Successivamente sarà invece la volta delle banche. Come illustrato da Grilli, il pagamento degli arretrati alle banche è importante perché consente alle imprese di accedere al credito.
 
Il piano del Governo per il saldo dei pagamenti
Per lo sblocco dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione è stato necessaria l’approvazione della nota di variazione del Def, Documento di economia e finanza, in base alla quale il Governo si è prefissato di immettere nel sistema una liquidità pari a 40 miliardi di euro: 20 miliardi nella seconda parte del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014.
 
Le risorse saranno reperite grazie alla deroga alle spese 2013 per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari, l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibili, l’esclusione dal Patto di stabilità delle Regioni dei pagamenti effettuati in favore degli Enti locali sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di Comuni e province e l’istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità agli Enti territoriali e i rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato, attraverso l’utilizzo delle giacenze di tesoreria.

Secondo le stime, la manovra provocherà un aumento del deficit, che dovrebbe salire al 2,9%, restando poco al di sotto della soglia massima del 3% concessa dall’Unione Europea.
 
Come precisato dal Ministro Grilli, le risorse non finanzieranno nuove voci di spesa, ma serviranno a sanare le criticità nel flusso dei pagamenti dalle Amministrazioni ai privati, in modo da rimettere in moto la produttività e la crescita delle imprese.
 
Per Grilli, nonostante la manovra sarà possibile uscire dalla procedura per deficit eccessivo. Ricordiamo infatti che per l’Unione Europea possono accedere all’allentamento dei vincoli del patto di stabilità solo i Paesi su cui non pende nessuna procedura per debito eccessivo.

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