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URBANISTICA

Urbanistica, l’Umbria disciplina la perequazione

di Giovanni Carbone
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Qualità, equità e trasparenza per la pianificazione comunale, riviste le principali leggi urbanistiche regionali

Vedi Aggiornamento del 02/09/2013
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15/04/2013 - La Regione Umbria ha presentato un disegno di legge recante “norme su perequazione, premialità e compensazione in materia di governo del territorio”.
L’obiettivo perseguito è mettere a disposizione dei Comuni uno strumento legislativo per attuare una politica territoriale non di espansione, ma di trasformazione dell’esistente.
 
La norma definisce la perequazione come un principio di attuazione degli interventi di trasformazione in aree appositamente individuate dai piani regolatori generali, con l’obiettivo di ripartire equamente i vantaggi ed i costi prodotti dalle scelte della pianificazione.
 
Con l’attuazione della legge, dunque, i Comuni potranno decidere in materia di compensazione di diritti edificatori e oneri derivanti dalla realizzazione di servizi territoriali, per una pianificazione urbanistica più equa e sostenibile.
 
Oltre a disciplinare le finalità e l’applicazione della perequazione, la norma presentata rivede un po’ tutta la normativa urbanistica ed edilizia regionale vigente, recando modifiche alle Leggi:
- 27/2000 (Norme per la pianificazione urbanistica territoriale);
- 23/2003 (Norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale);
- 1/2004 (Norme per l'attività edilizia);
- 11/2005 (Norme in materia di governo del territorio: pianificazione urbanistica comunale);
- 12/2008 (Norme per i centri storici);
- 13/2009 (Piano Casa);
- 7/2011 (Disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilità).
 
“La norma - ha dichiarato il coordinatore regionale al territorio, Diego Zurli - tende a dare una sistemazione organica ad alcuni principi già contenuti nell’ordinamento regionale; all’interno della cosiddetta perequazione vengono ricomprese una serie di modalità circa l’attuazione dei piani urbanistici, che consentiranno alle amministrazioni comunali di sviluppare un’azione più efficace sulla qualità in materia di urbanistica, ma anche di equità e trasparenza”.
 
“Questo tuttavia - ha spiegato Zurli - non sostituisce le modalità tradizionali di attuazione dei piani urbanistici, ma offre uno strumento ulteriore, a disposizione dei Comuni, per attuare un’urbanistica che non è più quella dell’espansione, ma della trasformazione del territorio esistente.
 
“Ci troviamo di fronte ad una grande opportunità per i Comuni - ha detto il consigliere regionale Gianfranco Chiacchieroni - sono previsti strumenti che possono concretamente aiutarli a rendere meno rigida la programmazione ed aprire un processo di sussidiarietà con le imprese private e con i cittadini”.
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