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AMBIENTE

Condono edilizio in Campania, presentato in Senato un nuovo ddl

di Rossella Calabrese
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La proposta di Nitto Palma: riaprire fino al 31 dicembre 2013 il condono del 2003. Il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando: ‘irricevibile qualunque ipotesi di condono edilizio’

Vedi Aggiornamento del 08/06/2015
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15/05/2013 - Sul condono edilizio in Campania, i fatti hanno preceduto le parole. La scorsa settimana il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Francesco Nitto Palma, si era espresso favorevolmente alla riapertura dei termini del condono edilizio per la Regione Campania.
 
Posizione che era già stata messa nero su bianco nel disegno di legge 328 “Disposizioni in materia di regolarizzazione delle opere edilizie” presentato il 27 marzo 2013 in Senato da otto senatori del centro-destra, primo firmatario Francesco Nitto Palma, e assegnato oggi alla Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali.
 
L’ipotesi di riaprire i termini del condono edilizio per la Campania è stata avanzata dal deputato Aniello Formisano, che mercoledì scorso ha chiesto al Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, di riaprire i termini del condono del 2003. Il Ministro Cancellieri ha risposto che “un’eventuale riapertura dei termini andrà attentamente valutata”, mentre per Francesco Nitto Palma “non deve creare scalpore una posizione che tende ad ottenere la parità di trattamento per tutti i cittadini italiani” (leggi tutto).

I CONTENUTI DEL DISEGNO DI LEGGE
Il ddl presentato da Palma punta a riaprire fino al 31 dicembre 2013 i termini per la presentazione della domanda di regolarizzazione degli abusi edilizi commessi entro il 31 marzo 2003, per consentire a chi non ha potuto presentare la domanda entro la scadenza prevista dal DL 269/2003, convertito nella Legge 326/2003, (ossia entro il 10 dicembre 2004) a causa della vicenda normativa che ha visto l’annullamento della legge regionale campana (LR 10/2004) per incostituzionalità (con sentenza 49/2006).
 
La proposta legislativa chiarisce che la sanatoria si applica anche ai fabbricati non residenziali, come già previsto nella prassi per effetto della circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 2699/2005 che ha riconosciuto la piena applicabilità del cosiddetto ‘condono ter’ ai fabbricati con destinazione non residenziale. Inoltre, il ddl, armonizzando il condono del 2003 ai precedenti (1985 e 1994), mira ad estendere la condonabilità alle opere realizzate su aree vincolate, previo nulla osta dell’autorità preposta alla tutela del vincolo stesso.
 
Nel testo si prevede anche che la domanda di sanatoria abbia l’effetto di interrompere i procedimenti sanzionatori o esecutivi in corso, anche di quelli derivanti da sentenze definitive, mentre il giudice potrà ordinare la demolizione delle opere abusive solo se essa non sia stata già eseguita e se l’immobile non è stato ancora acquisito al patrimonio pubblico. Infine, si prevede la possibilità di utilizzare i manufatti abusivi acquisiti al patrimonio comunale anche per finalità residenziale pubblica.
 
LE REAZIONI
“A volte ritornano - ha commentato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera -. Dopo i 17 tentativi di sanatoria edilizia portati avanti dal centro destra nella scorsa legislatura, il Pdl con Nitto Palma torna a chiedere la riapertura dei termini dell’ultimo condono edilizio, a suo tempo voluto da Berlusconi. Un favore all’illegalità e all’ecomafia”.

“Sorprende che sia proprio il presidente della commissione Giustizia ad avallare un procedimento che ad ogni annuncio provoca un rifiorire di nuova illegalità - ha dichiarato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - con centinaia di nuovi abusi sul territorio. Si tratta del diciottesimo tentativo da parte del Pdl di riproporre la sanatoria sugli immobili abusivi e francamente sfugge cosa altro deve succedere in Italia prima che la priorità venga spostata sui temi della sicurezza e della cura del territorio e sulla lotta concreta e decisa all’illegalità ambientale. Un’aggressione che ogni anno contribuisce ad amplificare i danni del dissesto idrogeologico e a danneggiare la parte, maggioritaria, dell’economia e  della società più onesta e rispettosa delle leggi”.

Oggi è arrivata la replica del Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, dalla sua pagina Facebook: “È irricevibile qualunque ipotesi di condono edilizio. Non ci sono le condizioni neanche per ipotizzare un condono edilizio perchè il nostro territorio è già stato massacrato da interventi di consumo indiscriminato del suolo e, a maggior ragione, di interventi illegali. Penso invece che si debba riprendere il lavoro fatto dal governo precedente - prosegue Orlando -  che, tra l’altro aveva raccolto il consenso di tutte le forze politiche di maggioranza che sostenevano il governo Monti. Un lavoro finalizzato ad un utilizzo razionale e ad una limitazione del consumo del suolo in difesa di attività che, e mi riferisco all’agricoltura, hanno dato un saldo positivo in termini di occupazione seppure in un periodo di crisi”.
 
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