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Condono edilizio in Campania, si riapre la discussione

Condono edilizio in Campania, si riapre la discussione

La Guardasigilli Cancellieri: ‘un’eventuale riapertura dei termini andrà attentamente valutata’

Vedi Aggiornamento del 08/06/2015
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 08/06/2015
13/05/2013 - Torna alla ribalta il tema del condono edilizio in Campania. Questa volta l’occasione è stata il primo question time del nuovo Parlamento.
 
Mercoledì scorso, Aniello Formisano, deputato del Centro Democratico, ha chiesto al neo-Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, di attuare “iniziative normative urgenti in relazione a provvedimenti conseguenti ad abusi edilizi in Campania”. Secondo Formisano, per via di provvedimenti legislativi regionali, i campani (5 milioni 700 mila persone) hanno avuto un’opportunità in meno rispetto ai piemontesi, ai lombardi e così via.
 
L’opportunità è quella offerta dal condono edilizio del 2003, regolato dal DL 269/2003, convertito nella Legge 326/2003, che tutte le Regioni hanno recepito con leggi regionali. La Campania lo ha fatto con la Legge 10/2004, poi dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale con la sentenza 49/2006.
 
Questa situazione - ha proseguito Formisano - ha dato vita ad una difformità tra gli italiani: i campani non hanno potuto avvantaggiarsi di un provvedimento di legge nazionale. La conseguenza, secondo il deputato, è stata “un imbarbarimento ulteriore della situazione per quanto riguarda il regime abitativo” dove vi sono stati “sia interventi di edilizia abusiva speculativa che di necessità; i disagi hanno coinvolto anche il tessuto economico-commerciale”.
 
Per questi motivi, Formisano e gli altri firmatari dell’interrogazione chiedono al Ministro Cancellieri un intervento del Governo “rispetto a questa evidente sperequazione”, “per rendere meno drammatica la situazione che i sindaci, che sono in frontiera dalle nostre parti, affrontano giorno dopo giorno”.
 
“Il fenomeno dell’abusivismo edilizio, determinato in alcune realtà locali, come quella campana, anche da necessità di ragioni abitative - ha evidenziato il Ministro Cancellieri -, va inquadrato nel necessario bilanciamento di diversi valori di rilievo costituzionale, quali, accanto a quelli di natura sociale, quelli connessi alla tutela dell’equilibrata programmazione del territorio e del rispetto del patrimonio archeologico, naturalistico ed ambientale.
 
Il Ministro ha ricordato che la costruzione abusiva di un edificio è punita con l’ordine di demolizione del manufatto e il ripristino dello stato dei luoghi. Non è escluso - ha detto il Ministro - che il giudice possa revocare l’ordine di demolizione qualora il manufatto abusivo venga destinato a fini di utilità sociale.
 
Di conseguenza “qualsiasi intervento normativo che vada nel senso richiesto dagli interroganti - ha affermato Cancellieri - non può assolutamente prescindere da una sinergica, congiunta e preliminare attività di ricognizione e valutazione da parte di tutte le competenti istituzioni interessate in ordine alle concrete situazioni abusive poste in essere e al danno effettivamente arrecato al territorio e all’ambiente”.
 
Formisano ha replicato sottolineando l’esistenza, in Campania, di un abusivismo di speculazione e di un abusivismo di necessità, quest’ultimo determinato dall’impossibilità di applicare la normativa nazionale. Nel Mezzogiorno - ha detto Formisano - ci sono persone che “con i risparmi di una vita hanno fatto una casa e poi vi è una serie immensa di speculatori. Non è pensabile che in un Paese civile tutti e due subiscano la stessa sorte”. E ha promesso di tornare a chiedere di intervenire “sperando che almeno il Ministro della Giustizia in qualche modo metta, lui, intorno allo stesso tavolo tutti quelli che possono fare qualche cosa”.
 
Sull’ipotesi di riaprire i termini del condono edilizio per la Regione Campania è intervenuto ieri su Radio24 il neo-Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Francesco Nitto Palma: “se c’è stata sul territorio nazionale una disparità di trattamento tra le regioni dovuta a due leggi della Campania che sono state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale - ha detto -, non deve creare scalpore una posizione che tende ad ottenere la parità di trattamento per tutti i cittadini italiani”.
 
Ricordiamo che l’ultima proposta di riaprire il condono edilizio in Campania porta la firma proprio di Francesco Nitto Palma, che ha presentato un disegno di legge in tal senso nell’ottobre del 2012 (leggi tutto), poi finito in un nulla di fatto.
 
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