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AMBIENTE

Dall’Istituto Nazionale di Geofisica la nuova Carta della sismicità

Più di 50.000 i terremoti registrati in Italia dal 2000 al 2012

Vedi Aggiornamento del 30/10/2014
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20/05/2013 - L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha pubblicato la nuova Carta della sismicità in Italia dal 2000 al 2012 che mostra i terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV negli ultimi 13 anni.
 
Oltre 50.000 terremoti (ML≥1.6), classificati e visualizzati in base alla loro magnitudo e profondità, compongono l’andamento della sismicità del territorio italiano nel nuovo secolo.
 
Ma i terremoti con magnitudo maggiore o uguale a 5.0 sono stati 30; i più forti si sono verificati in Abruzzo nel 2009 e in Emilia Romagna nel 2012. 
 
Sono almeno cinque le sequenze sismiche più importanti che hanno interessato il territorio italiano: a largo della costa settentrionale della Sicilia, a circa 40 km a nord di Palermo, il 6 settembre 2002 un terremoto di magnitudo ML 5.6; a San Giuliano di Puglia, in Molise il 31 ottobre e 1 novembre 2002, due eventi di magnitudo ML 5.4 e ML 5.3; a L’Aquila il 6 aprile 2009, un terremoto di magnitudo ML 5.9 e nei giorni successivi altri 5 eventi di magnitudo ML ≥5.0 in Abruzzo; il 20 maggio 2012, in Emilia Romagna, un terremoto di magnitudo ML 5.9 e nei giorni successivi altri 6 eventi di ML ≥5.0; il 25 ottobre 2012, nel Pollino, al confine tra Calabria e Basilicata, un terremoto di magnitudo ML 5.0 in un’area dove è in atto dal 2010 una sequenza con circa 3700 eventi.
 
Nessun terremoto, però, in questo periodo ha avuto magnitudo Richter superiore a 6.0, pertanto questo rappresenta uno dei periodi più lunghi della storia sismica del nostro paese senza un forte terremoto. L’ultimo è quello del 1980, avvenuto il 23 novembre in Irpinia e Basilicata.
 
Scorrendo la mappa, si nota che la maggior parte dei terremoti ha avuto una magnitudo Richter inferiore a 4.0, è localizzata nella parte più superficiale della crosta terrestre. 
 
Nell’Italia peninsulare la sismicità è concentrata lungo la catena Appenninica. In Italia settentrionale i terremoti sono avvenuti principalmente lungo le Prealpi Orientali, in Pianura Padana e lungo l’Appennino Tosco-Emiliano, dove si osserva la presenza di sismicità anche ad una profondità maggiore.
 
Anche lungo l’Appennino Centrale è evidente una sismicità superficiale ed una più profonda verso il Mar Adriatico con ipocentri che arrivano fino a 50 km di profondità. L’Appennino Meridionale è stato interessato da un’attività sismica moderata sia nel Sannio che in Irpinia.
 
La zona del Tirreno meridionale è caratterizzata anche da sismicità molto profonda, dovuta al processo di subduzione della litosfera ionica al di sotto della Calabria. È evidente un’elevata sismicità crostale al largo delle coste settentrionali della Sicilia ed una sismicità più profonda lungo i Monti Nebrodi. Sul Monte Etna c’è stata una notevole attività sismica anche con terremoti di magnitudo superiore a 4.0.
 
Tutti i dati presenti su questa mappa rappresentano un patrimonio importante per la ricerca sismologica che prosegue grazie ai dati delle reti sismiche e geodetiche, all’analisi geologica di terreno e da satellite e agli studi storici. I risultati di questi studi ci avvicinano alla comprensione dei processi che portano all’accadimento dei terremoti, attraverso un processo lento ma rigoroso, che permetterà di identificare le molte faglie attive che attraversano la nostra regione, delinearne le caratteristiche e valutarne il potenziale a breve e lungo termine.
 
Completano la mappa due inserti tematici. Il primo rappresenta la distribuzione dei forti terremoti che sono avvenuti dall’anno 1000, dedotti dall’analisi dell’immensa documentazione storica del nostro paese, che ha permesso di realizzare uno dei più importanti cataloghi sismici al mondo (CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/).
 
La seconda mappa, ottenuta dai dati GPS, rappresenta la velocità alla quale si muove l’Italia, oggi, rispetto all’Europa stabile. Il nostro paese, a causa delle fortissime spinte delle placche tettoniche, si deforma e i massimi valori di deformazione coincidono con le aree sismiche del nostro paese.
 
A questo link è possibile consultare in modo interattivo i terremoti che compongono la carta.
 
Fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia


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