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Il sistema di recinzione Zenturo di Betafence protegge l’area archeologica Fondo Pasqualis di Aquileia

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07/05/2013 - E’ un’area intrisa di gran suggestione quella che accoglie il visitatore che, intravedendo la Basilica Patriarcale sullo sfondo, si avvicina agli scavi dell’area archeologica Fondo Pasqualis di Aquileia, un luogo magico in cui storia, cultura, arte e spiritualità si fondono a richiamare un passato glorioso e carico di evocazioni.
 
Situata nel  settore meridionale della città, l’area degli scavi conserva tracce di uno spazio lastricato circondato da una doppia fila di basi quadrangolari per pilastri, che probabilmente facevano da sostegno per una tettoia lignea e di una seconda area scoperta. Si pensa che le strutture, presumibilmente di età tardo-imperiale, fossero due mercati. A sud dell’edificio è riconoscibile un lungo tratto del muro di cinta della città romana con il basamento di un torrione quadrangolare e probabili tracce di un camminamento presso il lato interno, settentrionale. Le mura riutilizzano anch’esse, così come le strutture di mercato, materiale architettonico di epoche precedenti. Testimonianza antica rimane un’iscrizione onoraria del senatore Tito Cesernio Stazio Quinzio Macedone, risalente all’inizio del II secolo d.C.
 
Attigua all’area degli scavi si erge l’incantevole Basilica Patriarcale di Santa Maria Assuntasplendido esempio di architettura romanica e principale edificio religioso di Aquileia. I resti più antichi risalgono al IV secolo, mentre l’attuale basilica costruita sulla parte antica venne edificata nell’XI secolo. Affascinante nelle sue linee essenziali, la basilica conserva al suo interno un preziosissimo pavimento a mosaico, che, con la sua bellezza e ricchezza di simbolismi e narrazioni coinvolge in un viaggio nel tempo il visitatore.
 
Per l’inestimabile valore storico e culturale, la zona archeologica e la Basilica Patriarcale di Aquileia si fregiano del riconoscimento dell’Unesco di “Patrimonio dell’Umanità”. Ed è proprio in presenza di beni così importanti che l’area necessitava di una delimitazione perimetrale durevole nel tempo, in grado di assicurare una buona protezione, integrandosi armonicamente con il contesto paesaggistico e valorizzando i reperti, senza impedirne la vista.

La soluzione che si è rivelata più idonea alle esigenze della committenza, la Fondazione di Aquileia, è stata Zenturo®, un pannello di recinzione di design dalle linee pulite ed essenziali e di grande versatilità prodotto da Betafence. Pannello caratterizzato da differenti combinazioni e dimensioni di maglia, costituito da fili zincati,saldati e successivamente rivestiti in poliestere, Zenturo è la più innovativa propostaBetafence nell’ambito delle recinzioni per applicazioni di elevato pregio estetico.
 
Nel pieno rispetto delle tempistiche, l’intervento di si è svolto lo scorso marzo, in soli 15 giorni, ed ha visto la posa in opera di 130 metri lineari di recinzione, installati accuratamente in una posizione in cui fosse possibile una buona integrazione paesaggistica (in prossimità della barriera formata dagli alberi). La posa in opera è stata effettuata dall’Impresa ISES srl di Nimis (UD). Il colore antracite della recinzione e l’originale tipologia di pannello hanno consentito di ottenere un risultato estetico elegante e a ridotto impatto visivo, senza togliere visibilità all’area situata oltre il pannello stesso.
 
Questa applicazione testimonia la straordinaria versatilità di Zenturo, una soluzione innovativa  in grado di coniugare passato e presente, antichità e modernità, armonizzando con raffinatezza stili diversi e solo apparentemente lontani.

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