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Nello spazio Porro duriniquindici 'History Reloaded'

Grand Tour tra i prodotti che hanno fatto storia

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'History Reloaded' , Porro
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'History Reloaded' , Porro
03/05/2013 - Negli spazi di Porro duriniquindici, il proprio showroom nel cuore di Milano, l’azienda amata in tutto il mondo per l’altissima qualità e il segno minimale ed elegante dei propri arredi ha reso omaggio ai pezzi icona ed alle collaborazioni instaurate negli anni con alcuni tra i più importanti progettisti italiani ed internazionali, che dalla sua fondazione nel 1925 ne hanno condiviso la filosofia progettuale.

Una timeline grafica ha accolto i visitatori sulla scalinata d’ingresso, dove grandi cifre rosse accompagnate da parole grigie in piccolo raccontavano con il linguaggio sintetico tipico del marchio i prodotti realizzati negli ultimi 50 anni, passando dal 1989 - anno in cui avviene la nomina di Piero Lissoni ad art director Porro - per arrivare ad oggi, evidenziando un tragitto rettilineo condotto passo dopo passo senza dimenticare il proprio diktat di semplificazione e funzionalità.

L’allestimento interno ha puntato sull’immediatezza di grandi pedane espositive in laccato grigio dove erano presentati, uno dopo l’altro in sequenza sparsa, 20 pezzi originali dell’archivio Porro raccolti in piccole ambientazioni.

Il letto Shinto (design Piero Lissoni 1992): un pezzo che ha rivoluzionato la concezione della zona notte proponendo per la prima volta un nucleo centrale attorno al quale ruotano liberamente altri elementi: la testata imbottita (regolabile e sfoderabile), un contenitore su ruote e i comodini su piani complanari, per un ambiente che offre mille possibilità senza perdere il proprio rigore geometrico.

La chaise longue Nouvelle Vague (design Christophe Pillet 2005): composta da una seduta dall’elegante forma ad S e da un poggiapiedi ovale, rappresenta uno dei pezzi ad alto impatto visivo della Jungle Collection del 2005, che coinvolge diversi nomi del mondo del progetto come Ferruccio Laviani, Christophe Pillet e Jean Marie Massaud lasciando loro la libertà espressiva di creare negli ambienti Porro, puliti ed essenziali, segnali forti e nuovi punti di riferimento estetici.

L’armadietto con le frange Black and White (design Front 2009): parte della piccola serie di arredi in bianco e nero che lavora sull’interazione tra decoro bidimensionale e oggetto, dà l’avvio alla collaborazione tra Porro e le progettiste svedesi Front.

Il tavolo Ferro (design Piero Lissoni 1994): capolavoro di Piero Lissoni per Porro, è ottenuto piegando un foglio di lamiera senza apparente soluzione di continuità. Un successo commerciale incredibile e un prodotto senza tempo, simbolo del design purificato dell’azienda.

La libreria Endless Shelf (design Werner Aisslinger 1996): con il suo modulo quadrato ad estensione infinita e lo speciale giunto a croce in alluminio pressofuso, consolida il forte legame dell’azienda con il mondo progettuale tedesco, in un momento in cui la Germania si afferma come uno dei principali mercati esteri.

La sedia Glider (design Piero Lissoni 1995): esercizio di leggerezza, è l’esito dell’incontro tra metallo (l’alluminio della struttura portante) e legno (il compensato curvato della seduta e il massello di ciliegio dello schienale, curvato a creare un arco).

Il tavolino/comodino Novecento (design Piero Lissoni 1989): regolabile in altezza con un piccolo cassetto portagioie, appartiene alla prima collezione firmata da Piero Lissoni per Porro. Un gruppo di elementi (un letto, un comò o cassettiera, un tavolino) dal segno razionale che concedono un po’ all’ironia, pensati non solo per la loro novità formale ma come visitazioni di immagini, di storie personali, di sogni iscritti nella nostra memoria (credenza in faggio naturale esposta al piano inferiore).

Lo scrittoio Nancy (design Christophe Pillet 2008): dalle linee morbide evocanti gli anni Cinquanta, ha 3 pratici cassetti-vassoio in rovere “carbone” che si aprono come per magia, grazie ad un bottone-leva nascosto sotto il piano del tavolo.

Il contenitore Cubovo (riedizione Bruno Munari 2008): disegnato da Munari nel 1962, viene realizzato da Porro negli anni ’90 in occasione di una retrospettiva sull’artista a Cantù. Un oggetto dal design fortemente caratterizzato, che l’azienda riporta alla luce nel 2008 in occasione della presentazione “Spazio-Tempo” e propone come carrello portavivande o originale comodino. Il primo incontro tra Porro e Munari avviene però negli anni Sessanta, quando l’azienda incarica il progettista di dare al proprio marchio una veste moderna: nasce così l’attuale logo Porro, in cui le due lettere “o” del cognome Porro diventano due viti viste da sopra, racchiudendo nel simbolo di un’azienda votata alla trasformazione del legno il proprio strumento di lavoro più rappresentativo.

Comodini Nuvola (design Piero Lissoni 1994): nella versione alta e bassa in multistrato curvato, mostrano il lato poetico e sognante di Piero Lissoni.

Tavolini Bis (design Piero Lissoni 1989): tavolini in due dimensioni che si intersecano l’uno nell’altro. Utilizzano una tecnologia nuova per il tempo - quella del compensato curvato a forma di cilindro – con cui Lissoni crea due oggetti dal disegno ancora attuale.

Sedie Steady in midollino (design Piergiorgio Cazzaniga 2006): con struttura in metallo verniciato curvata a C ricoperta da un fitta tessitura in midollino, porta il relax nelle ambientazioni Porro per la casa e per l’ufficio.

Sedia Jigsaw (design Adrien Peach 1999): sedia a pozzetto in legno, presenta seduta e schienale in compensato curvato collegate tra loro attraverso un originale incastro che richiama il tassello di un puzzle.

Sedia Camogli (design Piero Lissoni 1992): reinterpretazione di Lissoni della classica sedia Chiavari, è un prodotto che vive negli anni grazie al suo design rassicurante, dato dalla struttura in massello di faggio e dallo schienale in paglia (esposta al piano inferiore con schienale gros-grain intrecciato).

Poltroncina Truffle (design Jean Marie Massaud 2005): in materiale termoplastico, proposta nella versione a terra o rialzata su una base girevole metallica e nei colori lucidi bianco, nero o verde spring, con il suo divertente disegno a fori Truffle è un informale passe partout per tutti gli ambienti della casa oltre che una perfetta poltroncina per esterni.

Mobile Bar Maya (design Luigi Massoni e Piergiorgio Cazzaniga 1985): mobile bar su ruote apribile sia frontalmente che posteriormente, appartenente ad un vero e proprio sistema per la zona giorno e la zona notte della casa. Maya nasce come una serie completa di vetrine, contenitori e letti che parte dal concetto di movimento, di un carrello polifunzionale che si può muovere per proporre l’idea di una casa più libera e moderna, dove gli oggetti si possono spostare assecondando esigenze e desideri.

Libreria Chiku (design Nick Rennie 2008): scoperta sulle pagine di un libro sul design australiano, si contraddistingue per il suo design accattivante che ricorda il gioco dello shanghai, dove 5 piani sottili in HPL nero sorreggono 7 minimali aste in metallo verniciato nero, in bilico nello spazio quasi a sfidare la gravità.

Tavolo Beam (design Piero Lissoni 2000): la potenza espressiva del legno contraddistingue questo tavolo rettangolare o circolare dal progetto essenziale che unisce la semplicità del segno alla forza dei materiali.

Paravento Kami (design Piero Lissoni 2003): composto da 3 elementi in rovere collegati da una cerniera a cardine, è un oggetto di rigorosa e intensa geometria, la cui estetica si fonda sulla nuda bellezza dei suoi elementi costitutivi: il materiale, le proporzioni, il pregio della fattura.

Comò Boxes (design Piero Lissoni 2003): contenitore con cassetti in vetro retro verniciato bianco e pois a specchio. Versione speciale parte della collezione Material House, ideata nel 2007 da Piero Lissoni re-interpretando con interventi manuali i prodotti più significativi del catalogo Porro, per pezzi in edizione limitata da possedere e collezionare.

Tavolo Ram (design Decoma Design 2004): perfetta sintesi tra contenuto progettuale e resistenza strutturale dell’acciaio, Ram si contraddistingue per solidità, flessibilità dimensionale ed un profilo essenziale e leggero alla vista. Caratteristiche che lo rendono ideale anche per l’uso ufficio, diventando uno dei prodotti di punta della collezione Homework del 2006 ed arricchendosi di un’ampia gamma di personalizzazioni (top access, pannello verticale di cortesia, cassettiera sospesa …).

Sedia Flip (design Adrien Peach 1999): dal design nordico, Flip è una sedia impilabile con struttura in tubolare di metallo, seduta e schienale in compensato curvato.

Libreria Bibliotech (design Piero Lissoni e Lorenzo Porro 1991): libreria modulabile a parete con fissaggio a muro, in cui il montante su cui scorrono le mensole è dotato di una particolare tecnica celata che nasconde le predisposizioni di attacco dei piani. Il suo mix tra design retrò e minimalismo lo rende uno dei classici evergreen del catalogo Porro.


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