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Piano Casa, Piano Città e detrazioni 50% e 55% nel programma di Lupi

Piano Casa, Piano Città e detrazioni 50% e 55% nel programma di Lupi

Il Ministro: le infrastrutture sono strategiche per la crescita e per creare lavoro, soprattutto per i giovani

di Rossella Calabrese
23/05/2013 - Detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (50%), il miglioramento energetico (55%) e l’adeguamento antisismico; sostituzione edilizia per demolizione e ricostruzione, non consumando suolo, riqualificazione delle città con Piano Casa, Housing Sociale e Piano Città.
 
E ancora abolizione dell’Imu sulla prima casa; nuovi strumenti finanziari per l’accesso di imprese e famiglie ai mutui immobiliari; manutenzione straordinaria del territorio, delle città, di strade e ferrovie e di porti e aeroporti; ricostruzione de L’Aquila.
 
Sono questi le scelte strategiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, illustrate dal Ministro Maurizio Lupi alla Commissione Ambiente della Camera.
 
Le linee programmatiche tracciate dal Ministro Lupi partono da una priorità: creare lavoro e crescita. E le infrastrutture “sono strategiche per lo sviluppo e la ripartenza dell’Italia”, “un’opportunità da cogliere per rimetterci al passo, recuperare il gap che il Paese ha accumulato, per essere pronti quando scatterà la ripresa” ha detto il Ministro, aggiungendo che “riqualificazione del territorio e tutela dell’ambiente possono andare di pari passo e creare sviluppo”.
 
Per affrontare l’emergenza lavoro e rilanciare l’occupazione, in particolare quella giovanile, il Ministero intende procedere all’immediata cantierizzazione e velocizzazione dell’avanzamento dei lavori di tutti gli interventi infrastrutturali approvati dal CIPE - e, in molti casi, supportati da capitali privati - e alla revoca contrattuale degli interventi non avviati o in ritardo, creando un Fondo Revoche da utilizzare per altri interventi.
 
Parallelamente, per coinvolgere i privati, Lupi pensa a defiscalizzare gli interventi infrastrutturali, utilizzando leggi già vigenti: l’articolo 18 della Legge 183/2011 per le opere cosiddette ‘bancabili’ e l’articolo 33 della Legge 221/2012 per le opere ‘non bancabili’, che consentirebbero di sbloccare o avviare opere per circa 21 miliardi di euro.
 
Poi alcune emergenze da affrontare sono:
- la manutenzione straordinaria di strade e ferrovie;
- la continuità degli interventi strategici legati ad Expo 2015 e al Mo.Se di Venezia;
- la prima fase del Piano per il Sud;
- il piano di edilizia scolastica, che dà respiro alle imprese locali che realizzano i lavori;
- il piano carceri per attivare 750 milioni di euro.
 
A livello normativo, il Ministero intende ottenere l’esclusione dai vincoli di Maastricht degli interventi infrastrutturali per le grandi opere che fanno parte dei corridoi europei (sono l’85%) e l’uscita dal Patto di stabilità per i comuni virtuosi che abbiano le risorse per realizzare le opere, oltre alla semplificazione e sburocratizzazione delle procedure.
 
Infine il metodo, basato su ascolto, dialogo e confronto, per prevenire ad una decisione presa in modo responsabile. “All’interno del Governo - ha detto Lupi - sta funzionando un metodo collegiale e di collaborazione tra i Ministri anche perchè non esistono politiche pubbliche confinabili all’interno di una prospettiva settoriale”.
 

Foto: © Maurizio Lupi Flickr
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