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Prevenzione sismica, detrazioni fiscali allo studio del Governo

di Rossella Calabrese

Il Ministero delle Infrastrutture annuncia un piano per salvare beni e vite umane dai terremoti e per ridare ossigeno all’edilizia

Vedi Aggiornamento del 29/07/2013
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08/05/2013 - Un piano di prevenzione sismica, per salvare beni e vite umane a rischio terremoti e per ridare ossigeno al settore dell’edilizia, e un pacchetto di detrazioni fiscali per chi attua interventi di prevenzione sismica nella propria abitazione.
 
Sarebbero questi i piani del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, annunciati lunedì scorso dal sottosegretario Erasmo D’Angelis, che ha accolto le proposte della Fondazione Professione Architetto avanzate nel corso del convegno ‘Un terremoto ci salverà’, svoltosi a Firenze.

“Il nuovo esecutivo - è l’appello della Fondazione - dovrebbe pensare a una serie di sgravi fiscali fortemente incentivanti per migliorare la sicurezza degli edifici a rischio sismico, in aggiunta ai generici sgravi per le ristrutturazioni. Oggi è infatti impensabile attuare la messa a norma delle strutture attraverso un sistema di contributi, non ci sono le risorse”. Gli sgravi, invece, “sono in grado di generare flussi di cassa anche per lo Stato spesso convenienti”.
 
“Il meccanismo - ha spiegato il presidente della Fondazione Professione Architetto, Alessandro Jaff - dovrebbe essere quello attuato per la riqualificazione energetica degli edifici. Nel caso della messa a norma antisismica, non ci sarebbe alcun risparmio in bolletta, è vero, ma il ritorno non sarebbe meno rilevante: si riuscirebbe a portare il tema della sicurezza sismica sul tavolo delle assemblee di condominio, sensibilizzando la cittadinanza su un tema di cui oggi, purtroppo, si parla solo a catastrofe avvenuta”.
 
“Ne discuterò anche con l’associazione nazionale dei costruttori (Ance), insieme al Ministro Maurizio Lupi - ha detto D’Angelis -, perchè sgravi e detrazioni fiscali potrebbero già costituire un meccanismo molto incentivante per chi rende più sicura la propria abitazione con interventi di prevenzione sismica nel 75% del territorio nazionale a medio-elevato rischio. Basta guardare - ha aggiunto - a quanta occupazione hanno creato le opportunità fiscali per le semplici ristrutturazioni e per la riqualificazione energetica degli edifici”.
 
“Purtroppo oggi non sembra un tema molto ‘popolare’ - ha concluso il sottosegretario -, ma noi non vogliamo più piangere morti e devastazioni per incuria, e per quella mancanza di cultura della prevenzione che oggi, in materia di difesa dai terremoti, ci vede inchiodati a metà strada tra la California e l’Afghanistan”.
 

L’estensione degli incentivi per il risparmio energetico agli interventi di consolidamento sismico degli edifici è una delle priorità anche per il neopresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci. “Prima di tutto è necessario rilanciare l’edilizia a partire dalla qualificazione urbana, dalla manutenzione del territorio e delle infrastrutture e stabilizzare ed estendere gli incentivi per il risparmio energetico e la sicurezza antisismica degli edifici privati e pubblici” ha detto Realacci ieri, subito dopo la sua elezione.

L’inclusione degli interventi antisismici tra quelli detraibili è stata più volte proposta da numerosi soggetti; ad esempio dalla stessa Ance (leggi tutto) e, più di recente, da Ermete Realacci, resposabile Ambiente ed Energia del PD (leggi tutto).


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