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Previdenza Inarcassa, i progettisti chiedono una riforma più equa

di Rossella Calabrese

‘Ivaseipartita’ e ‘Inarcassa Insostenibile’ esprimono preoccupazione e chiedono correttivi

Vedi Aggiornamento del 24/07/2013
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15/05/2013 - L’Associazione Ivaseipartita e il gruppo Inarcassa Insostenibile hanno espresso forti preoccupazioni per la recente Riforma del Regolamento Generale di Previdenza di Inarcassa che ha modificato radicalmente le pensioni di architetti e ingegneri.
 
Il Regolamento Generale di Previdenza 2012, pubblicato da Inarcassa nel dicembre 2012, attua la Riforma Previdenziale, approvata a novembre 2012 dai Ministeri vigilanti, segna il passaggio al metodo contributivo, consente di anticipare il pensionamento a 63 anni di età con 35 anni di contributi, ma con una riduzione nell’importo, e prevede un contributo obbligatorio del 14,50% e integrativo del 4% (leggi tutto).
 
Le due associazioni non condividono alcuni dei contenuti del Regolamento; in particolare ritengono che:
 
- Inarcassa abbia accettato senza alcuna trattativa l’obbligo imposto dal Governo Monti di dimostrare la sostenibilità a 50 anni in un momento di fortissima crisi e recessione dei redditi;
 
- i provvedimenti a favore dell’“equità” fra generazioni sono in realtà fortemente sbilanciati a favore degli iscritti più anziani già in pensione o prossimi al pensionamento;
 
- nel furore di “far quadrare i conti” si sono posti obblighi insostenibili come l’aumento dei contributi minimi da versare anche in assenza di reddito: una follia visto il periodo che stiamo vivendo, tanto più inspiegabile se pensiamo che col passaggio al contributivo, “tanto versi e tanto hai”, perciò potevano essere previsti meccanismi di aumento graduali e forme temporanee di sospensione della rata;
 
- questa riforma possa essere dannosa e controproducente per i suoi stessi fini: se molti iscritti si cancelleranno per l’impossibilità di versare il contributo minimo, come farà Inarcassa a far quadrare i conti?
 
Per questi motivi hanno predisposto un documento con cui manifestano il proprio fermo dissenso alla riforma e con cui chiedono che Inarcassa inizi un nuovo e reale percorso di trasparenza, equità e ascolto con gli iscritti.
 
“Perchè questo percorso inizi - aggiungono Ivaseipartita e Inarcassa Insostenibile - è necessario che questo dissenso sia manifestato in forma compatta ed essendo i più numerosi possibile” e invitano architetti e ingegneri a sottoscrivere il documento allegato a questo link e a “non delegare più sulle decisioni che riguardano ormai non solo il nostro futuro, ma il nostro presente”.

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