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URBANISTICA

Legambiente: Italia molto indietro sulla mobilità sostenibile

di Rossella Calabrese

“Ripensare il sistema della mobilità urbana guardando al modello delle Smart Cities”

Vedi Aggiornamento del 25/07/2016
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06/05/2013 - Le città italiane sono fortemente indietro sul fronte della mobilità alternativa e faticano a trasformarsi in centri urbani ecosostenibili; il trasporto pubblico non decolla, anzi perde ogni anno passeggeri, mentre l’uso dell’auto privata è in costante crescita.
 
Sono alcuni dei dati che emergono da Ecosistema Urbano, la ricerca di Legambiente che analizza le eco-performance dei comuni capoluoghi di provincia, realizzata insieme ad Ambiente Italia con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, giunta alla ventesima edizione.
 
Quella della mobilità è una vera e propria emergenza. I mezzi di trasporto alternativi e i mezzi pubblici stentano a decollare e perdono ogni anno passeggeri: si va dai 97 viaggi per abitante all’anno effettuati in media sui bus nel 1994 (primo anno disponibile), agli 80 del 2003, per fermarsi a poco più di 83 in media nel 2011. Un progressivo abbandono del mezzo pubblico che trova conferma nella crescita costante dell’utilizzo dell’auto, con il risultato di città più inquinate e invase dalle quattro ruote.
 
Il discorso non migliora se si guarda alle isole pedonali e alle piste ciclabili. Se nel 2003 erano 85 i capoluoghi che adottavano le isole pedonali, con un’estensione media di 0,20 metri quadrati per abitante, oggi ad averne istituita almeno una sono 98 capoluoghi esaminati su 104, mentre l’estensione è cresciuta di poco, 0,34 metri quadrati per abitante.
 
Per quanto riguarda le piste ciclabili, nonostante il trend di crescita degli ultimi anni, le città italiane rimangono ancora indietro rispetto alle capitali europee: basti pensare che tre sole città europee (Helsinki con 1.500 km, Stoccolma e Hannover con 750 ciascuna) eguagliano i 104 capoluoghi italiani. Tra le quindici città prese in esame da segnalare la crescita di Milano, Torino e Padova.
 
I numeri di questi vent’anni di cambiamenti urbani sono stati raccolti in un dossier speciale, dal titolo “Trasformazioni Urbane”, presentato venerdì scorso a Milano, aspettando la presentazione del nuovo rapporto di Ecosistema Urbano in programma a Bologna il 28 ottobre 2013.
 
La conferenza di presentazione si è aperta con un messaggio inviato dal neo-Ministro agli Affari regionali e Autonomie, Graziano Delrio. “La qualità di vita delle persone - ha scritto il Ministro - dipende direttamente dalla sostenibilità delle città, dalla loro capacità di cambiare migliorando se stesse, a partire da temi vitali come la mobilità e il trasporto pubblico, l'utilizzo dello spazio pubblico e urbano. Attendo quindi con grande interesse i vostri dati statistici, contando di poter continuare nella concreta collaborazione già avviata con i sindaci italiani”.
 
Il Rapporto Ecosistema Urbano - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - “indica quanto ancora ci sia da fare per migliorare le performance ambientali dei nostri centri urbani. Le città possono essere il fulcro di un rinnovamento radicale del Paese, ma affinché ciò avvenga serve, ancor prima dei singoli provvedimenti, una sintesi che superi questa frammentazione e mostri una nuova capacità politica di pensare e di immaginare un modo nuovo di usare il territorio e consumare l’energia, un altro tipo di mobilità a basso tasso di motorizzazione e con alti livelli di efficienza e soddisfazione, spazi pubblici più sicuri, più silenziosi, più salutari, più efficienti e meno alienanti, dove si creino le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del vicinato, del quartiere, della comunità. Agli amministratori il compito di scegliere nuovi modelli, di cambiare decisamente i dati di Ecosistema Urbano e, soprattutto, di rigenerare le città”.

“Il rilancio del trasporto pubblico - ha spiegato Mirko Laurenti, responsabile del Rapporto - sarà la principale sfida che le amministrazioni dovranno affrontare. Ripensare il sistema della mobilità urbana vuol dire pensare a reti integrate fatte di corsie preferenziali per i mezzi pubblici, ma anche di percorsi pedonali-ciclabili chiusi al transito delle auto. Significa dunque immaginare delle nuove città ridisegnando l’attuale modello urbano, guardando davvero verso quelle Smart Cities che, nel nostro Paese, sono ancora lontane.

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