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AMBIENTE

Gli Stati Generali delle Costruzioni al Governo: ‘il tempo è scaduto’

di Rossella Calabrese

Le proposte: sbloccare 11 miliardi di debiti delle PA, riqualificare scuole e città, rottamare i vecchi edifici

Vedi Aggiornamento del 19/02/2014
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17/06/2013 - “Il tempo è scaduto, l’edilizia non può più resistere”. Inizia così il messaggio che gli Stati Generali delle Costruzioni hanno lanciato nei giorni scorsi al nuovo governo, presentando le “priorità per i primi 100 giorni”.
 
Il comparto delle costruzioni - spiegano - è pesantemente colpito dalla crisi: in 5 anni gli investimenti, al netto delle ristrutturazioni, sono diminuiti del 38%, riportando tutto l’indotto ai livelli di  40 anni fa; i posti di lavoro persi sono 360mila, ma salgono a 550.000 se si considerano anche i settori collegati. “Dunque serve una svolta” affermano gli Stati Generali (Ance, Anaepa, Casartigiani, Alleanza Coop. Italiane, Federcostruzioni, CNA, PAT, Assoimmobiliare e Confedilizia). Ed elencano una serie di misure necessarie alla ripresa del settore.
 
In primo luogo, occorre sbloccare i debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese per i lavori già eseguiti, un importo stimato in circa 19 miliardi di euro. È necessario modificare il DL 35/2013 che stabilisce un limite di 7,7 miliardi per i pagamenti, innalzando la quota a 11 miliardi.
 
Poi è fondamentale modificare le regole del Patto di stabilità interno, “introducendo il principio dell’equilibrio di parte corrente ed un limite all’indebitamento”.
 
Altra “grande opera” fondamentale è la “riqualificazione e l’ammodernamento del patrimonio scolastico” e l’avvio di “quelle piccole e medie opere funzionali alla riqualificazione delle città”. E a proposito di Comuni, la lettera evidenzia come sia necessario “sbloccare gli appalti delle piccole amministrazioni locali”. 

A queste richieste il Governo ha risposto con il Decreto Fare, approvato sabato 15 giugno, che stanzia risorse per le infrastrutture, le scuole e i piccoli Comuni (leggi tutto).
 
Di grande importanza poi la garanzia dell’accesso alla casa: “Per superare il problema di funding a medio lungo termine degli istituti bancari - affermano gli operatori dell’edilizia - è necessario promuovere strumenti finanziari in grado di riattivare il circuito del credito, coinvolgendo la Cassa Depositi e Prestiti, quale capofila di altri investitori istituzionali”.
 
Per gli  strati sociali in maggiore difficoltà è indispensabile istituire un “Fondo di Garanzia dello Stato che garantisca i rischi dei mutui per l’acquisto di abitazioni”. A questo tema si lega quello dell’IMU, la cui disciplina va rivista.
 
Ma per far ripartire tutto il settore delle costruzioni - continua la lettera - è decisivo puntare sulla riqualificazione urbana, agendo sugli standard edilizi e sulla strumentazione urbanistica. Dal punto di vista fiscale gli Stati Generali propongono la “rottamazione dei vecchi fabbricati” e la loro sostituzione con edifici di “nuova generazione”, il miglioramento dell’efficacia della detrazione del 50% e la stabilizzazione della detrazione del 55%”.
 
Infine, il costo del lavoro: secondo gli Stati Generali va ridotto, dal momento che in edilizia gravano rilevanti oneri sociali, superiori di oltre il 10% rispetto ad altri settori. Questo a causa della Cig ordinaria per gli operai, che pesa per il 5,20%, rispetto al 1,90/2,20 del resto dell’industria, e del 6% in più per quanto concerne i premi Inail. Inoltre, sarebbe utile anche pensare alla decontribuzione degli straordinari e dei trattamenti erogati in aggiunta alla retribuzione stabilità dai contratti collettivi.
 

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