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AZIENDE

Wienerberger e l'importanza delle certificazioni energetiche

Come garantire che un progetto in Classe A sia realmente un edificio in Classe A

26/06/2013 - Il tema delle certificazioni energetiche è di grande attualità. Venerdì 31 maggio 2013 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all’eco-bonus fiscale per le misure a favore dell’efficienza energetica in edilizia, in un settore fortemente provato dalla crisi economica ma, allo stesso tempo, un comparto chiave per raggiungere quegli obiettivi di risparmio energetico, sostenibilità e indipendenza energetica. Inoltre, a partire dal 2020, in base alla Direttiva 31 del 2010 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. 
Le prospettive future per un'edilizia di qualità certificata guardano al sostegno del mercato dell’edilizia, contribuendo sensibilmente al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici attraverso la ricerca di sistemi in grado di assicurare alte performance e bassi consumi energetici.

La “scommessa” che deve accettare il progettista edile, al momento della redazione dell’attestato di certificazione energetica è: “Come garantire che un PROGETTO in Classe A sia realmente un EDIFICIO in Classe A?”. Solo una volta che il cantiere sarà ultimato e il committente avrà iniziato a vivere all’interno dell’involucro sarà possibile verificare se la previsione di consumo energetico indicato nell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è stata raggiunta.

Diventa quindi fondamentale poter garantire soluzioni costruttive dalle certificazioni chiare e trasparenti, che forniscano valori concreti e che permettano di progettare strutture edilizie realmente efficienti a livello energetico. Wienerberger ha da sempre impostato il suo lavoro di ricerca e sviluppo verso soluzioni semplici da montare ed efficienti sia a livello meccanico che energetico, concretizzando con largo anticipo gli obiettivi e le richieste della nuova direttiva europea. Per questo motivo Wienerberger ha intrapreso una campagna di prove in cantiere su edifici realizzati con le soluzioni rettificate in laterizio Porotherm BIO PLAN, utilizzando termocamere e termoflussimetri per verificare in opera i valori di trasmittanza dichiarati.

«Le prove termoflussimetriche – spiega l'Ing. Gianluca Loffredo, esperto in certificazioni energetiche per ArchLiving, studio di progettazione strutturale – servono a determinare la trasmittanza termica in opera delle strutture opache verticali e i parametri che vengono misurati sono la temperatura superficiale interna ed esterna, e il flusso di calore. Con l'ausilio di sofisticati algoritmi di calcolo si risale alla determinazione della trasmittanza termica. La prova di Castel Bolognese ha prodotto ottimi risultati e infatti il valore misurato è in linea con le aspettative teoriche. Le soluzioni Wienerberger sono ideali per creare una parete monolitica dal punto di vista termico. Infatti il sistema di posa a colla senza giunti di malta, lo studio delle forature del blocco di laterizio, i materiali stessi di cui i blocchi si compongono, e la qualità n el processo di produzione, convergono tutti in un punto, ovvero un prodotto di elevata qualità».

I risultati ottenuti imboccano quindi la strada dell'efficienza energetica, evidenziando l'importanza nella cura dei dettagli costruttivi in muratura portante e il risparmio energetico in accoppiamento ad un telaio in cemento armato di due edifici di recente realizzazione, entrambi collocati in zona climatica E.

Edificio in cemento armato con tamponamento in laterizio
L’importanza nella cura dei dettagli costruttivi

L’edificio residenziale analizzato, sito a Castel Bolognese (Ravenna), si colloca in una zona residenziale di recente costruzione in un’area pianeggiante, di media densità abitativa, posta in prossimità delle prime colline dell’Appenino tosco-emiliano. Si tratta di un intervento composto da tre unità abitative sviluppate su quattro livelli complessivi.

La scelta della stratigrafia è stata fatta per garantire un ottimo comfort energetico sia alle rigide temperature invernali che al surriscaldamento estivo: si è quindi scelto di utilizzare il laterizio rettificato Porotherm BIO PLAN 38T che, da un lato, garantisce una trasmittanza U=0,27 W/m²K e, dall’altra, per contrastare il rischio di surriscaldamento estivo, offre una massa superficiale di 312 kg/m², in grado di garantire uno sfasamento dell’onda termica pari di circa 24 ore, più del doppio di quanto prescritto dalla normativa.

Obiettivo della prova in cantiere è stato quello di verificare che la parete fosse perfettamente omogenea, priva di ponti termici e che fosse verificata sul campo la trasmittanza termica dichiarata da Wienerberger.

La trasmittanza, come certifica lo studio di progettazione ArchiLiving, è stata misurata pari a 0,276 W/m²K, utilizzando un semplice intonaco premiscelato a base calce. La perfetta omogeneità della parete, in cui non si evidenzia alcun giunto in corrispondenza del letto di malta (che nel caso della soluzione rettificate è appena 1 mm), è fotografata dalla termocamera.

Importanza cruciale per garantire un successo prestazionale è stata l’omogeneità tra la parete rettificata e il telaio in C.A. Per scongiurare ponti termici e migliorare le prestazioni energetiche, è stato inoltre fondamentale l'impiego dei pannelli isolanti che abbracciano la struttura in cemento. La termocamera, che non evidenzia alcuna difformità termica tra la parete in Porotherm BIO PLAN e la struttura in C.A., evidenzia quindi il successo energetico di questo involucro.

Edificio in muratura portante
Il risparmio energetico nell’epicentro del terremoto emiliano

Ubicato a Finale Emilia, Modena, a circa 10 km dai due principali eventi sismici emiliani dello scorso maggio 2012, questo edificio residenziale unifamiliare è stato realizzato con la soluzione in muratura portante rettificata Porotherm BIO PLAN 45. In questo caso, oltre alla verifica in situ delle prestazioni energetiche, si è potuto verificare la perfetta tenuta anche a livello strutturale, resistendo allo sciame sismico senza neppure una scalfittura nell’intonaco. Dal punto di vista termico su questa parete, accoppiata esternamente ad un intonaco tipo Bio Calce, è stata rilevata una trasmittanza U= 0,31 W/m²K, al di sotto di quanto richiesto in zona climatica E ed assolutamente in linea con quanto garantito dai certificati Wienerberger. Lo sfasamento dell’onda termica supera abbondantemente le 24 ore, con uno straordinario comfort anche durante i picchi di calore estivi garantito dai 409 Kg/m² di massa superficiale.

Anche in questo caso la termocamera sancisce che il giunto di malta di 1mm consente di eliminare completamente il ponte termico e di garantire con precisione e in ogni condizione una perfetta omogeneità della parete. In conclusione, le soluzioni rettificate Wienerberger riescono a garantire l’assoluta corrispondenza tra le certificazioni “teoriche” di laboratorio e l’effettiva realtà di cantiere sia perché il laterizio è un materiale naturale, durevole e chimicamente inerte, le cui prestazioni si mantengono inalterate nel tempo, sia perché il sistema rettificato consente una posa precisa al millimetro, garantendo involucri perfettamente omogenei.

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