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NORMATIVA

Dalle Entrate una Guida alla tassazione degli atti notarili

di Rossella Calabrese
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Per operatori e contribuenti istruzioni su imposta di registro, rimborsi e compravendite delle ‘aree bianche’

Vedi Aggiornamento del 25/11/2013
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03/06/2013 - L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti una Guida alla tassazione degli atti redatti dai notai, da quelli sui fabbricati e sui terreni a quelli societari.
 
La Guida (Circolare 18/E) ha lo scopo di fornire a tutti gli operatori del settore e ai contribuenti, a vario titolo coinvolti nella tassazione degli atti, e nelle diverse fasi che ne determinano la definizione, uno strumento di lavoro utile, chiaro e di semplice consultazione.
 
La Guida illustra, per la prima volta in modo sistematico e uniforme, il lungo elenco di disposizioni fiscali applicabili ai fini del calcolo dell’imposta di registro e di altri tributi indiretti indirizzati alla tassazione degli atti notarili. In pratica, il nuovo Vademecum delle Entrate passa in rassegna le diverse modalità che guidano il prelievo su tutti gli atti redatti dai notai, da quelli sui fabbricati e sui terreni a quelli societari, illustrando la disciplina completa dell’imposta di registro e di fatto superando le numerose difficoltà interpretative emerse in materia e cumulatesi nel corso degli anni.
 
La Guida si prefigge un duplice obiettivo: contribuire a rendere omogenea ed uniforme la tassazione degli atti notarili sull’intero territorio nazionale e, dioconseguenza, determinare una significativa diminuzione delle casistiche conflittuali che possono insorgere tra i contribuenti ed i notai da un lato e l’Amministrazione finanziaria dall’altro.
 
Tra le novità, la Guida pone in chiaro la possibilità di ottenere il rimborso della maggiore imposta versata in sede di registrazione del contratto preliminare, per la caparra confirmatoria e per gli acconti di prezzo, qualora questa risulti superiore all’imposta di registro dovuta per il contratto definitivo. Riguardo alla tempistica del rimborso, il contribuente deve richiederlo entro tre anni dal giorno del pagamento dell’imposta o, se posteriore, da quello in cui è sorto il diritto alla restituzione. In questo caso il termine triennale decorrerebbe dalla data di registrazione del contratto definitivo.
 
Infine, la Guida illustra la disciplina applicabile ai casi di trasferimenti o atti traslativi che hanno per oggetto le cosiddette aree bianche, cioè le zone non classificate come specificamente destinabili né all’edilizia né all’esercizio dell’agricoltura. Trasferimenti questi su cui si applica l’aliquota dell’8%, come per i terreni diversi da quelli agricoli, e che sono da considerare al di fuori dal campo di applicazione dell’Iva.
 
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