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NORMATIVA

Per la riforma del Catasto servono 500 milioni di euro

di Paola Mammarella

Agenzia delle Entrate: necessari cinque anni di lavoro per giungere ad un sistema impositivo più equo

Vedi Aggiornamento del 09/06/2014
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07/06/2013 - La riforma del Catasto richiede 500 milioni di euro. È la stima fatta dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante l’indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili in Italia, svolta dalla Commissione Finanze del Senato.
 
Secondo Befera, a causa della complessità del quadro attuale e dell’elevato numero di immobili, il processo di revisione porterebbe via non meno di cinque anni, per un costo stimato in cento milioni di euro annui.
 
La revisione del Catasto porterebbe ad un sistema impositivo più equo, tarato sul valore di mercato degli immobili e non più su rendite poco aggiornate. Un’iniziativa in tal senso era stata presa nel corso della scorsa legislatura con un ddl di riforma che, a causa della caduta del Governo, non ha mai visto la luce (Leggi Tutto). L’impianto della norma sarà però ripreso in un altro ddl, che le Commissioni Finanze di Camera e Senato si sono impegnate ad approvare in tempi brevi.
 
Perché la riforma è necessaria
Come riferito dal direttore Attilio Befera, le rendite attualmente attribuite alle unità immobiliari urbane sulla base del vigente modello di classamento, fanno rilevare una diffusa iniquità, riconducibile all'inadeguatezza delle attuali categorie catastali. L'insieme delle distorsioni ha effetti sul livello di equità della tassazione.

Con l'introduzione dell'Imu e la rivalutazione dei coefficienti che consentono il passaggio dalle rendite catastali ai valori imponibili patrimoniali degli immobili, da una parte si è ridotta la distanza con i valori di mercato, ma dall’altra è aumentata l'iniquità. Dato che lo strumento per l'accesso alle prestazioni di welfare è l'Isee, Indicatore della situazione economica equivalente, che viene determinato tenendo conto anche del patrimonio immobiliare valutato su base catastale, una valutazione catastale iniqua degli immobili trasferisce ha ripercussioni anche sull'accesso alle prestazioni di welfare.
 
La situazione degli immobili in Italia
Dalla relazione di Befera emerge che il patrimonio immobiliare italiano è ampio e diversificato, con un valore stimato pari a circa 5.600 miliardi di euro, quasi 3,6 volte il PIL italiano. Le unità immobiliari iscritte al Catasto Edilizio Urbano sono circa 70,5 milioni, di cui 61,6 con rendita catastale attribuita complessivamente pari a 35,7 miliardi di euro.

Il maggior numero di unità immobiliari urbane, 55% del totale, è rappresentato dalle abitazioni per una rendita catastale complessiva che supera i 16 miliardi di euro. Gli immobili a destinazione speciale, come opifici, capannoni industriali e alberghi, rappresentano solo il 2% del totale. A loro è però collegata una rendita catastale complessiva di oltre 10 miliardi di euro, pari al 29% del totale.
 
Per la revisione del Catasto Befera ritiene necessaria la collaborazione dei Comuni, attivi già nell’emersione degli edifici non dichiarati al Catasto, che hanno contribuito a far luce sulla reale situazione immobiliare del Paese.

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