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PROFESSIONE

Ingegneri, per iniziare la professione servono 1700 euro

di Paola Mammarella

Esame di Stato, iscrizione all’ordine e cassa di previdenza, il Cni analizza i costi da sostenere dopo la laurea

Vedi Aggiornamento del 31/08/2015
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12/06/2013 - Accedere alla professione di ingegnere costa in media 1713 euro. Lo sostiene un’analisi redatta dal Centro studi del Cni, Consiglio nazionale degli ingegneri, che ha passato in rassegna gli oneri economici connessi all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione, all’iscrizione all’albo e ai primi versamenti all’ente previdenziale.

Se, da una parte, Ordini e cassa di previdenza hanno avviato politiche di sostegno per l’accesso alla professione, il Centro Studi del Cni sottolinea che Regioni e Stato continuano a penalizzare i giovani professionisti con il loro carico fiscale.

Il 60% delle spese necessarie ad accedere alla professione di ingegnere, si legge nello studio del Cni, è costituita dalla quota minima versata ad Inarcassa che è pari a 1.038 euro. La spesa media sostenuta per il conseguimento dell’abilitazione professionale è di circa 400 euro, tra tasse e versamenti agli atenei, mentre quella per l’iscrizione all’albo si aggira intorno ai 290 euro, di cui 168 euro di tasse governative.

Agli ordini provinciali va quindi una quota inferiore al 7%. Il Cni spiega che a questo bisogna aggiungere che oltre l’80% degli ordini inoltre ha attivato agevolazioni per i neoiscritti arrivando, in alcuni casi, ad azzerare la quota di iscrizione per il primo anno.

Ecco nel dettaglio la ripartizione dei costi cui un giovane professionista deve far fronte.
 
Esame di stato
Per poter sostenere l’esame di Stato, il neolaureato è tenuto al versamento di una somma pari a 49,58 euro all’Agenzia delle Entrate quale “tassa di ammissione agli esami di abilitazione”. Bisogna poi aggiungere il contributo all’ateneo in cui viene sostenuto l’esame, che varia da un minimo di 60 a un massimo di 450 euro.

Una volta conseguito il titolo abilitante, è previsto il versamento di una tassa di abilitazione a vantaggio della Regione o Provincia autonoma in cui è stato sostenuto l’esame. Alcune regioni, come Lombardia ed Emilia Romagna, hanno abolito questa imposta mentre in altre, come il Friuli Venezia Giulia, i giovani professionisti arrivano a sborsare 130 euro. Si devono infine considerare le ulteriori spese per l’acquisto delle marche da bollo, l’eventuale stampa del titolo abilitante sulla pergamena e i diritti di segreteria richiesti da alcuni atenei.
 
Iscrizione all’albo
In sede di iscrizione all’albo è necessario pagare 168 euro per la Tassa di Concessione Governativa. La quota di iscrizione all’albo vera e propria varia sensibilmente non solo tra i diversi ordini, ma anche all’interno del singolo ordine, che può prevedere agevolazioni per donne in attesa, neolaureati o ultrasettantenni. Altrettanto differenziati sono i costi per la predisposizione del timbro, che in alcuni casi è compresa nella quota, mentre in altri richiede il versamento di una piccola somma, mediamente intorno ai 20 euro.
 
Iscrizione ad Inarcassa
Una volta iscritto all’Albo e aperta una partita Iva, il professionista è obbligato all’iscrizione ad Inarcassa. Come prima iscrizione si versa una quota minima, che per gli ingegneri con meno di 35 anni è pari a 1.038 euro e per coloro con più di 30 anni è pari a 2.978 euro. Negli anni successivi l’importo dei versamenti viene invece calcolato sulla base del reddito dichiarato.
 

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