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RISPARMIO ENERGETICO

APE per compravendite e nuove locazioni all’esame del Senato

di Rossella Calabrese

La Commissione Ambiente chiede di prevedere una data di decorrenza dell’obbligo di produrre l’attestato di prestazione energetica

Vedi Aggiornamento del 06/09/2013
28/06/2013 - Prosegue l’esame in Senato del ddl di conversione del DL 63/2013 che recepisce la Direttiva 2010/31/UE sul rendimento energetico degli edifici e proroga le detrazioni fiscali del 50% e del 65% per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica.
 
Relativamente alle norme per il rendimento energetico degli edifici, la Commissione Ambiente subordina il suo parere favorevole ad una condizione: “prevedere un termine a decorrere dal quale entra in vigore l’obbligo di dotare gli immobili esistenti, oggetto di compravendita o di nuovi contratti di locazione, dell’attestato di prestazione energetica (APE)”.
 
Ricordiamo che l’articolo 6 del DL 63/2013, prevede che, in caso di vendita o di nuova locazione, ove l’edificio non ne sia già dotato, il proprietario è tenuto a produrre l’APE e che, nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione sia inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione sulla prestazione energetica dell’edificio, compreso l’APE. Un obbligo che scatta da subito, dunque.
 
Finora l’Italia non era stata così perentoria nel fissare l’obbligo di produrre l’attestato di certificazione/prestazione energetica, tanto da essere condannata dalla Corte di Giustizia europea (leggi tutto). Il DL 63/2013 dovrebbe evitare nuove procedure di infrazione, semprechè non si decida di rinviare l’obbligo di produrre l’APE.

 
Per quanto riguarda, invece, le norme che prorogano le detrazioni del 50% e del 65% per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica, la Commissione auspica innanzitutto che siano rese permanenti e siano estese agli interventi di messa in sicurezza degli edifici.
 
Chiede poi che vengano inclusi tra gli interventi destinatari dei bonus fiscali anche i sistemi ad alta efficienza, tra cui la cogenerazione ad alto rendimento, i sistemi di domotica e le reti energetiche private intelligenti, elettriche e termiche, i sistemi di controllo attivo, i sistemi di automazione, controllo e monitoraggio finalizzati al risparmio energetico, le diagnosi e gli audit energetici, le colonnine di ricarica veicoli elettrici.
 
La Commissione propone, inoltre, di recepire alla lettera la previsione normativa della Direttiva in ordine all’adozione di sistemi alternativi, tra cui la cogenerazione, per singoli edifici, per gruppi di edifici analoghi o per tipologie comuni di edifici nella stessa area e, per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento e rinfrescamento collettivi, per tutti gli edifici collegati all'impianto nella stessa area. Questo – spiega la Commissione - sarebbe strategico per l’attuazione del Piano Casa, degli interventi di ristrutturazione urbanistica e del Piano per le Città.
 
Infine, la Commissione chiede di riammettere agli incentivi le pompe di calore, ma prevedendone l’utilizzo incentivato nell’ambito della produzione efficiente di energia, ad esempio attraverso unità/impianti di microcogenerazione e piccola cogenerazione negli edifici che garantiscono la produzione efficiente di energia anche attraverso le pompe di calore. Questa tipologia di impianti, ricordiamo, è stata esclusa dal bonus del 65% perchè già incentivata dal Conto Termico.
 
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