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Covid-19 e superbonus 110% hanno rallentato l’edilizia nel 2020
MERCATI Covid-19 e superbonus 110% hanno rallentato l’edilizia nel 2020
RISPARMIO ENERGETICO

Detrazioni 50% e 65%, le richieste delle imprese

di Giovanni Carbone

Proposta la stabilizzazione dei bonus e gli sgravi anche per gli elettrodomestici

Vedi Aggiornamento del 13/07/2015
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21/06/2013 - Prosegue in Senato l’esame del disegno di legge 783/2013 di conversione del DL 63/2013 che recepisce la Direttiva 2010/31/UE sul rendimento energetico in edilizia e che disciplina le detrazioni per interventi di ristrutturazione (50%) e riqualificazione energetica (65%) (leggi tutto).
Le Commissioni Finanze e Industria hanno ascoltato le proposte di modifica e integrazione della norma avanzate dai rappresentanti di Rete Imprese Italia, Ance, Federdistribuzione, Federesco, FederlegnoArredo, Coordinamento FREE, Enea, Confindustria, Aie, Confedilizia, Federazione Anie, Cosmob, Finco e Anima.
 
In particolare l’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) ha proposto la rimodulazione della detrazione 65% per gli interventi di riqualificazione energetica prevedendo, in caso di sostituzione di infissi o installazione di pannelli solari e caldaie a condensazione, di abbassare il limite di detrazione al 40% per un massimo di 50 mila euro.
 
Ance ha proposto di stabilizzare l’agevolazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni e di estenderla anche agli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici obsoleti, con incremento della volumetria; secondo gli edili, questa misura sarebbe la soluzione migliore per evitare ulteriore consumo di suolo ed incentivare il rinnovamento urbano.

Tra le proposte dei costruttori figurano anche l’introduzione di una detrazione del 25% del prezzo di acquisto di una casa in un edificio demolito e ricostruito.
 
Favorevole alla proroga del bonus 50% per le ristrutturazioni (almeno fino al 30 giugno 2014) è anche Confindustria che suggerisce di reinserire le pompe di calore nello schema 65% (escluse perchè già agevolate dal Conto termico).

Tra le proposte di Confidustria anche quella di incentivare l’acquisto degli elettrodomestici per dare ossigeno ad un mercato fortemente depresso. Questa è anche la proposta avanzata da Federdistribuzione che suggerisce l'estensione della detrazione del 50% già prevista per l'acquisto di mobili (leggi tutto), anche agli elettrodomestici di categoria non inferiore ad A+ (A per i forni).
 
FederlegnoArredo ha accolto con favore l’estensione ai mobili della detrazione 50% e ha chiesto di estendere il bonus 65% a tutti i prodotti che contribuiscono al risparmio energetico degli edifici (illuminazioni, schermature, ombreggiamenti ecc.).
 
Rete Imprese Italia ha chiesto l’estensione della detrazione del 50% a tutto il 2014 ed ha suggerito di ridurre da 10 a 8 il numero degli anni su cui ripartire il beneficio e che la quota di detrazione nei primi due anni sia doppia rispetto a quella degli altri anni.
 
Confermare l’eco-bonus sino a tutto il 2020 è la proposta di Federesco e di Finco secondo le quali, sei mesi o anche un anno, sono un lasso di tempo spesso troppo ristretto per poter programmare e mettere in cantiere interventi complessi come ad esempio quelli antisismici.
 
“Si potrebbe - hanno suggerito le due federazioni - alla luce di una stabilizzazione pluriennale, modulare la detrazione con percentuali progressivamente decrescenti man mano ci si avvicini al 2020; ad esempio, dal 65% arrivare al 50% scalando del 5% ogni biennio, a partire dal 2015”.
 
Finco ha suggerito l’estensione delle agevolazioni alle schermature solari e alle opere di verde pensile e di innalzare al 65% la soglia delle detrazioni previste per gli interventi di antisismica; inoltre, le Esco auspicano lo sviluppo di piani energetici dedicati al social housing sulla linea delle previsioni europee della Direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica.
 
Anche il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) ha proposto la stabilizzazione delle detrazioni e ha sottolineato l’importanza di ulteriori semplificazioni burocratiche e di misure che facilitino l’accesso al credito.
 
In particolare, il Coordinamento ha proposto di superare l’idea stessa di incentivo in conto energia e di spostarsi su meccanismi diversi che agiscano sulla realizzazione degli impianti con meccanismi fiscali, agevolazioni in conto capitale, project bond e fondi rotativi.
 
Sul fronte del monitoraggio e della valutazione dei dati energetici e dell’adeguamento legislativo, ENEA si è proposto come ente supervisore al fine di redigere un piano di sviluppo organico dell’efficienza energetica negli edifici.

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