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APPALTI

Appalti pubblici, Unicmi: ‘a rischio le imprese specialistiche’

di Giovanni Carbone

Dopo il parere del CdS in favore delle imprese generali i costruttori temono limitazioni nei bandi di gara

Vedi Aggiornamento del 27/02/2014
29/07/2013 - Uncsaal (Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciaio e leghe) e Acai (Associazione dei costruttori in acciaio), da poco uniti in Unicmi, hanno pubblicato un dossier sul parere 3014/2013 con cui il Consiglio di Stato (CdS) ha annullato alcune disposizioni del regolamento attuativo (Dpr 207/2010) del Codice Appalti.
Con il provvedimento il CdS ha parzialmente accolto alcune obiezioni sollevate da Agi, Associazione delle imprese generali che ha giudicato il regolamento lesivo dei propri interessi; in dettaglio, l’Agi contestava gli articoli del regolamento in base ai quali i costruttori senza qualificazione devono subappaltare le opere specialistiche ad un’altra impresa (leggi tutto).

Secondo Unicmi, nel settore delle costruzioni e delle aziende delle categorie specialistiche in particolare, si rischierebbe l’immediato blocco delle stazioni appaltanti impegnate nella redazione e pubblicazione dei bandi di gara o, peggio ancora, si consentirebbe loro la pubblicazione di bandi senza alcuna considerazione delle opere specialistiche.
 
Nel medio termine, invece, si andrebbe incontro ad una revisione generale della normativa in materia di appalti pubblici che potrebbe limitare la presenza, nei bandi di gara, delle categorie di lavori rappresentate in Unicmi (OS 12-A - barriere stradali di sicurezza, OS 18-A - componenti strutturali in acciaio, OS 18-B - componenti per facciate continue, OS 21 - opere strutturali speciali, OS 34 - sistemi antirumore per infrastrutture di mobilità), riducendo di fatto le possibilità lavorative delle imprese.

A parere di Unicmi la presa di posizione del CdS avrà un effetto dirompente per tutte le aziende specialistiche del comparto costruzioni, soprattutto se sarà trasformato in DPR prima della fine dell’estate. Il DPR avrebbe immediatamente effetto, cancellando dall’attuale regolamento queste norme:
- articolo 107, elenco delle superspecialistiche;
- articolo 109, obbligo di subappalto per le categorie scorporabili se non si possiede specifica categoria;
- articolo 85, limitazione nell’uso dei lavori subappaltati per qualificarci nella specialità.

Con tali premesse, i costruttori si attiveranno nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dell’intero Governo con due richieste chiare:
 
- emanazione di un Decreto Legge che, ripristinando lo status quo ante (ovvero l’elenco di categorie specialistiche precedente a quello abrogato dal Consiglio di Stato), scongiuri il rischio di un vuoto legislativo dagli effetti tanto potenzialmente gravi quanto difficilmente calcolabili in termini di danno economico recato ai settori industriali interessati;

- apertura di un tavolo di confronto, sia a livello tecnico, sia a livello politico, per la ridefinizione del corretto elenco delle categorie specialistiche, al quale tutti i settori specialistici rappresentati in Unicmi possano portare il loro contributo.
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