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'Architettura botanica' per la Winery Longen-Schlöder di Thun
CASE & INTERNI

'Architettura botanica' per la Winery Longen-Schlöder di Thun

di Cecilia Di Marzo

Un villaggio di 20 abitazioni in ardesia che rispetta i '3 Zero'

02/07/2013 - È stato di recente inaugurato nella valle della Mosella, in Germania, la nuova struttura ricettiva firmata da Matteo Thun. Si tratta della Winery Longen-Schlöder, una sorta di “villaggio”, nel vigneto dell'azienda vinicola Longen, che sorge su un'area di 6.500 mq e che è costruito perchè gli ospiti possano godere pienamente dell’esperienza della lavorazione e produzione del vino e della frutta.

L’architetto Thun ha condiviso e sostenuto l’idea della famiglia Longen sviluppando un progetto di ampliamento e integrazione della struttura produttiva esistente, in linea con il suo approccio olistico e sostenibile all’architettura. Il complesso è stato realizzato in collaborazione con l’architetto Stein-Hemmes-Wirtz per la gestione del cantiere e con l’architetto paesaggista Johannes Cox per il progetto delle aree Verdi.

Gli ospiti vivono circondati da alberi da frutta - limoni, noci, tigli e castagni - all’interno di piccole costruzioni in pietra locale, reminiscenza delle tradizionali cantine vinicole. Ognuna delle venti piccole abitazioni conduce a una terrazza in legno e a un giardino privato. Siepi di lamponi delimitano i giardini dove, sulla terrazza, è possibile godere dei frutti del proprio raccolto. Gli ospiti possono, inoltre, scegliere caratteristiche e tipologia dei giardini che, a partire dal jardin potager, con le classiche erbe da cucina, possono assumere diverse caratteristiche: giardini ombreggiati, all'inglese, con alberi da frutta, o profumati da un roseto.

Il design dei 20 mq delle abitazioni in ardesia, guarda alla luminosità dello spazio, e alla purezza e semplicità delle forme. Gli interni sono caratterizzati dal legno e dalle tonalità del bianco, abbinati ai tessuti tradizionali e ai materiali naturali. Il pavimento ligneo collega l’interno con la terrazza esterna, creando uno spazio fluido e continuo, separato solo da un’ampia porta vetrata.

Per Matteo Thun & Partners, interagire in maniera rispettosa con il luogo e “progettare sostenibile” comporta il rispetto di “3 Zero”:
- Zero Chilometri: scelta di materiali da costruzione provenienti da siti locali, puntando ad un trasporto a “chilometro zero”;
- Zero CO2: applicazione di tecniche costruttive ad emissioni di CO2 tendenti a zero, atte alla realizzazione di edifici che emettano meno CO2 possibile;
- Zero rifiuti: ottimizzazione del bilancio dei rifiuti, in considerazione dell’intero ciclo di vita di un edificio o di un prodotto.
Laddove l’architettura rispetta il luogo e la natura e si integra armoniosamente nel paesaggio nascono nuovi luoghi di riferimento per l’uomo, nasce una “casa”: un luogo che mantiene il suo valore nel tempo e che in questo senso è sostenibile. Una “architettura botanica” quella con cui Matteo Thun & Partners intende un vero e proprio dialogo sinergico dell’edificio con il paesaggio culturale.

 

 

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